Capello non ha dubbi: il Milan è fuori dalla lotta scudetto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In un’analisi impietosa, consegnata alle colonne de La Gazzetta dello Sport, Fabio Capello ha demolito senza appello le ultime prestazioni del Milan, decretandone l’impreparazione a competere per il Titolo. Partendo dal deludente pareggio di Firenze, l’allenatore, che con i rossoneri ha scritto pagine di storia, ha tracciato un netto solco tra la squadra di Pioli e le due principali pretendenti alla corona. “La squadra vista contro la Fiorentina non mi è piaciuta per nulla”, ha esordito, senza cercare giri di parole. Secondo la sua lettura, il problema principale è stato di natura atletica e mentale: “I rossoneri camminavano, gli altri correvano”. Un’immagine efficace, che sintetizza un divario non più trascurabile.

Il confronto impietoso con Inter e Napoli

L’aspetto più significativo delle sue parole, tuttavia, risiede nel paragone diretto con il big match visto pochi giorni dopo. Capello, che ha lodato senza riserve la partita tra Inter e Napoli definendola “divertente, con ritmo da Premier League”, vi ha scorto l’esatto opposto di quanto offerto dal Milan. L’arbitraggio, che in quella circostanza ha favorito la fluidità, è stato citato quasi a sottolineare come, quando il livello tecnico e l’intensità sono alti, anche il gioco ne beneficia. Al contrario, il Milan è apparso “troppo lento, anche nella trasmissione del pallone, senza idee e gioco”. Una carenza di qualità e di fisicità che, per il tecnico, è totale: “Tutto è stato troppo elementare, direi quasi scolastico”.

L’assenza di mordente e di gioco pensato

Non si è trattato, quindi, di una semplice giornata no. Il giudizio di Capello va alla radice di un approccio che considera inadeguato. La lentezza nelle combinazioni, l’assenza di movimento fuori dal possesso palla e la ripetitività delle soluzioni hanno reso la manovra rossonera prevedibile e sterile. “Ho visto un Milan troppo lento”, ha ripetuto, come a voler fissare quel concetto quale tratto distintivo di una squadra che sembra aver smarrito l’identità aggressiva e propositiva degli scorsi anni. Anche i singoli, del resto, non vengono risparmiati: un riferimento a Pulisic, per il quale ha osservato come “certe cose in area se le poteva permettere solo Ronaldo”, conferma una valutazione complessivamente critica anche sul piano dei dettagli individuali.

La sentenza sul campionato

La conclusione, per quanto non esplicitamente dichiarata come tale, è lapidaria e lascia poco spazio a interpretazioni. “Inter-Napoli hanno dimostrato di essere al vertice non per caso”, ha affermato Capello, aggiungendo che “in questo momento non c’è nulla di meglio in Serie A nella combinazione tra qualità e fisicità”. Un giudizio che, per contrapposizione, relega il Milan a un gradino inferiore, lontano dalla vetta. Il verdetto, insomma, è che con simili prestazioni, caratterizzate da un ritmo insufficiente e da un gioco poco incisivo, l’obiettivo scudetto diventa un’illusione. Lo ha detto senza mezzi termini, facendo ricadere il peso della sua autorevole esperienza su una squadra che, a suo dire, deve ritrovare se stessa in fretta se non vuole vedersi scivolare via anche altri traguardi.

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