Spalletti e la Weston Zone: «McKennie conosce ogni angolo del campo, Alajbegovic stupirà»
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Redazione Sport
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Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport nella quale ha parlato dei singoli della sua rosa, soffermandosi in particolare su Weston McKennie, Kerim Alajbegovic e Edon Zhegrova. Il tecnico toscano ha spiegato come il centrocampista statunitense rappresenti una pedina unica nel suo scacchiere tattico, arrivando a coniare un'espressione specifica per descriverne l'impiego in campo.
La «Weston Zone» e l'universalità di McKennie
«Per lui abbiamo creato la "Weston Zone", lui conosce ogni angolo del campo», ha dichiarato Spalletti. Il riferimento è alla capacità di McKennie di occupare qualsiasi posizione, una duttilità che il tecnico considera ormai imprescindibile nel calcio moderno. «Già dentro i video che andiamo a comporre raccontano molto del suo carattere, della sua personalità. È una persona bella e viva, ti si mostra da solo. Lui ti dice: "Io sono fatto così"». Spalletti ha poi elogiato l'uomo prima ancora del calciatore: «È un grande uomo che sa fare tantissime cose. È mediano, centrocampista, trequartista, gioca dove gli pare». Per spiegare il concetto, l'allenatore ha evocato un paragone con Simone Perrotta, «un cavallino che trovavi sempre in movimento», sottolineando come «l'universalità è la nuova specializzazione nel calcio: conoscere tutto il campo è un obbligo ormai». Nel corso dell'intervista, Spalletti ha indicato in Douglas Luiz il giocatore cresciuto maggiormente rispetto al momento in cui lo ha conosciuto.
Alajbegovic e le aspettative sui giovani
Passando ai profili più giovani, il tecnico bianconero non ha nascosto il suo entusiasmo per Kerim Alajbegovic. «Alajbegovic è uno che può veramente stupire», ha affermato, aggiungendo che il club deve «riuscire a creargli un contesto più familiare e tranquillo, così potrà crescere più velocemente». Il diciannovenne bosniaco, arrivato in estate dal Bayer Leverkusen, ha trovato spazio in prima squadra complice l'infortunio di Kenan Yildiz e ha già collezionato le prime presenze in Serie A, mettendo a segno anche una rete.
Spalletti ha poi speso parole importanti per Edon Zhegrova: «Ma se solo si completasse ancora un po' vedrete Zhegrova: può diventare un top».
Yildiz, Vlahovic e l'idea di calcio
Sempre nell'intervista a Tuttosport, Spalletti si è soffermato su Kenan Yildiz, definendolo un giocatore capace di «rompere il sistema». «Mette la cromatura alle giocate, le fa luccicare. Ogni sua giocata è un manufatto di ingegno», ha spiegato, paragonandolo a Khvicha Kvaratskhelia per la capacità di creare imprevisti e di «stare sempre fuori dai tempi di gioco e dalle regole della giocata». Su Dusan Vlahovic, il tecnico ha invece sottolineato la necessità di ritrovare equilibrio: «Si incasina da solo: se gli dai troppo gas e se gliene dai troppo poco. È questione di equilibrio, di temperatura emotiva da trovare». Spalletti ha infine raccontato un aneddoto legato al figlio Federico, ex bianconero ora al Genoa: «Quando sono arrivato ad allenare la Juventus mio figlio Federico mi disse: "Se davvero vieni, allora me ne vado io"».
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