Attentato a Zelensky sventato in Polonia: ex militare al soldo di Mosca tra i sospettati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre Kiev piange nove vittime, tra cui una bambina di undici anni, dopo l’ultima ondata di missili russi, il Servizio di sicurezza ucraino ha reso noto di aver sventato un piano per uccidere il presidente Volodymyr Zelensky all’aeroporto di Rzeszów, in Polonia. Lo scalo, cruciale per gli spostamenti del leader ucraino, sarebbe stato il teatro di un attentato progettato da un ex militare reclutato dai servizi russi. La rivelazione arriva a distanza di mesi – l’episodio risale ad aprile – ma solo ora la procura polacca ha formalizzato le accuse, emettendo un mandato d’arresto per «spionaggio».

Vasyl Malyuk, capo dell’intelligence ucraina, ha confermato che si trattava del secondo tentativo contro Zelensky dopo quello fallito nel 2022, quando un commando avrebbe dovuto colpire il quartier generale del presidente a Kiev. «Abbiamo neutralizzato la minaccia prima che potesse materializzarsi», ha dichiarato, senza fornire ulteriori dettagli operativi. Fonti polacche, citate dall’agenzia Pap, hanno precisato che l’indagato – un cittadino straniero con passato militare – avrebbe raccolto informazioni sui movimenti di Zelensky per conto di Mosca.

La notizia, seppur circoscritta agli addetti ai lavori, getta luce sulle trame oscure che continuano a intrecciarsi attorno alla guerra, oggi al suo 1.218esimo giorno. Proprio mentre Zelensky veniva ricevuto da re Carlo III a Windsor, i raid russi colpivano la capitale ucraina, lasciando dietro di sé macerie e lutti. Una dinamica che, se da un lato conferma l’inasprimento del conflitto, dall’altro dimostra come il Cremlino non abbia abbandonato l’obiettivo di decapitare simbolicamente la resistenza di Kiev.

Parallelamente, in Bielorussia, è stato scarcerato il leader dell’opposizione Siarhei Tikhanovsky, arrestato nel 2020 dopo le proteste contro Aleksandr Lukashenko. Una mossa che, tuttavia, non modifica il quadro repressivo del regime: oltre mille detenuti politici restano ancora dietro le sbarre. Quanto alla Polonia, il fatto che l’attentato sia stato pianificato sul suo territorio solleva interrogativi sulla permeabilità delle sue strutture di sicurezza, già sotto pressione per il ruolo di hub logistico nella crisi ucraina.

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