L’attesa dei mercati per la trimestrale Nvidia, un test per l’intero settore dell’intelligenza artificiale
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Redazione Economia
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Oggi l’attenzione del mondo finanziario, e non solo, si concentra su Wall Street in maniera quasi esclusiva. Gli investitori, si sa, hanno la memoria corta, ma il calendario segna una data che potrebbe ridisegnare il sentiment verso il comparto tecnologico: è il giorno dei risultati trimestrali di Nvidia. La società, che con i suoi chip alimenta gran parte dell’infrastruttura globale dell’intelligenza artificiale, pubblicherà i conti dopo il suono della campanella di chiusura dei mercati statunitensi. Le aspettative, come accade ormai da diversi trimestri, sono elevatissime e qualsiasi scostamento al ribasso, anche minimo, potrebbe aprire le porte a una raffica di vendite sugli indici azionari, a partire dal Nasdaq, che di Nvidia è inevitabilmente intriso. Il margine di errore, per usare un gergo tecnico, è praticamente inesistente.
Il peso di una trimestrale da record e il fantasma di una bolla
Il clima che si respira tra gli operatori è quello tipico delle viglie di appuntamenti cruciali, un misto di ottimismo cauto e nervosismo latente. Da un lato, c’è la convinzione che i numeri saranno ancora una volta stellari, alimentata dalla spesa senza precedenti in intelligenza artificiale da parte dei colossi del cloud e non solo. Si parla di un trimestre da record, con vendite solide e una guidance per il futuro che, si spera, possa confermare il trend di crescita esponenziale. Dall’altro, però, incombe lo spettro di una bolla, un timore che periodicamente torna a far capolino tra gli analisti e che una qualsiasi "sbavatura" nel report potrebbe trasformare in panico. La società guidata da Jensen Huang deve confrontarsi con una concorrenza che, seppur distante, cerca di accorciare le distanze: proprio di recente Amd e Meta hanno annunciato un accordo dal valore di oltre 100 miliardi di dollari, un segnale chiaro che i grandi della tecnologia vogliono diversificare le fonti di approvvigionamento per i chip di ultima generazione destinati ai data center.
Il calendario economico passa in secondo piano
Il calendario macroeconomico della giornata, occorre dirlo, è piuttosto leggero e passerà inevitabilmente in secondo piano. Qualche dato, come i prezzi al consumo definitivi in Europa o le scorte settimanali di petrolio greggio negli Stati Uniti, verrà certamente registrato, ma è probabile che l’impatto sui mercati sarà nullo o quasi. L’unico vero market mover è e resta Nvidia. A impreziosire la seduta ci penseranno anche gli interventi di alcuni banchieri centrali, tra cui i presidenti delle Fed regionali Barkin, Schmid e Musalem, le cui parole verranno setacciate alla ricerca di indizi sulla futura politica monetaria della banca centrale americana. Ma anche in questo caso, il grosso dell’attenzione è altrove.
Le sfide sul tavolo: dazi, geopolitica e aspettative folli
Il contesto in cui matura questa trimestrale è tutt’altro che sereno. Alle consuete incertezze legate all’inflazione e ai tassi di interesse, si aggiungono infatti variabili geopolitiche di non poco conto. La nuova amministrazione Trump, tornata alla Casa Bianca, ha già fatto sapere di voler rivedere le politiche commerciali, e il tema dei dazi è tornato prepotentemente d’attualità, gettando un’ombra sulle catene di approvvigionamento globali. A questo si sommano le tensioni in Medio Oriente, con la possibilità di un coinvolgimento militare diretto degli Stati Uniti contro l’Iran che rappresenterebbe un ulteriore fattore di instabilità per i mercati. Sono nubi all’orizzonte che rendono il quadro ancora più complesso e che impongono a Nvidia non solo di mostrare numeri in linea con le attese, ma di farlo con una tale forza da spazzare via ogni dubbio sulla tenuta della domanda e sulla redditività futura.
L'ecosistema dell'IA con il fiato sospeso
Per gli analisti, la pubblicazione dei conti di Nvidia è molto più di un semplice evento societario: è un vero e proprio stress test per l'intero settore dell'intelligenza artificiale. Il Titolo, del resto, è diventato una sorta di barometro dell’umore del mercato verso questa tecnologia. Se Nvidia dovesse deludere, il contraccolpo si farebbe sentire a cascata su tutti quei nomi, dai produttori di chip concorrenti alle software house specializzate, che della narrazione sull'IA hanno beneficiato. Al contrario, una conferma della solidità della crescita potrebbe dare nuova linfa a un rally che, nelle ultime settimane, aveva mostrato qualche segno di stanchezza. La tensione, insomma, è palpabile: si attende il verdetto, con la consapevolezza che non c'è più spazio per mezze misure.
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