Francia, incendio nel sud-ovest: le fiamme avanzano e le evacuazioni continuano

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un nuovo, devastante incendio sta mettendo a dura prova il dipartimento delle Landes, nel sud-ovest della Francia, dove le fiamme hanno già bruciato oltre 1.500 ettari di vegetazione, costringendo le autorità a disporre l'evacuazione di circa 650 persone dai centri abitati di Luglon e Garein. I vigili del fuoco, centinaia, sono impegnati in un'opera di contenimento resa estremamente complessa dalle condizioni climatiche avverse, con temperature in rialzo e un tasso di umidità in calo che rischiano di far ripartire i focolai in un'area già fortemente provata dagli incendi estivi.

La zona non è nuova a simili tragedie, dal momento che alla fine di luglio era già stata duramente colpita da due grandi roghi, i quali avevano devastato oltre 50.000 ettari di terra e provocato l'evacuazione fino a 220.000 persone, in quella che è stata una delle più gravi emergenze degli ultimi anni.

Una tregua precaria e il pericolo di nuovi focolai

Nonostante nella notte tra sabato e domenica non si siano registrate riprese significative del fronte del fuoco, la situazione rimane estremamente fragile e il prefetto Gilles Clavreul ha dichiarato che "la situazione evolve piuttosto favorevolmente", pur mantenendo alta la guardia.

Le operazioni di spegnimento hanno permesso di contenere le fiamme, ma il colonnello Arnaud Fabre, a capo del corpo dei pompieri delle Landes, ha avvertito che il ritorno del caldo durante la giornata, con temperature previste fino a 36 gradi, potrebbe innescare nuovi focolai lungo l'esteso perimetro dell'incendio.

Questa fase di relativa calma è quindi solo una tregua, e le autorità locali hanno chiesto alla popolazione di evitare la zona, situata nel cuore del massiccio delle Landes di Guascogna, dove due strade dipartimentali sono state chiuse nei pressi di Luglon per facilitare le operazioni di soccorso.

Il contesto europeo: un'estate di fuoco

L'incendio nelle Landes è solo l'ultimo, drammatico capitolo di un'estate che ha visto l'Europa intera in ginocchio a causa di roghi alimentati da caldo estremo e siccità prolungata, con l'Unione europea che ha innalzato il livello di attenzione sul rischio incendi e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen che ha parlato di "massima allerta incendi boschivi". La Francia, in particolare, sta vivendo un anno da record per la superficie boschiva bruciata, con quasi 100.000 ettari già andati in cenere secondo il sistema europeo di monitoraggio EFFIS, e il 2026 è stato indicato come l'anno più secco mai registrato, creando le condizioni ideali per la propagazione delle fiamme. La pressione sugli ecosistemi e sui sistemi di emergenza è altissima, con la Francia che ha già richiesto e ottenuto supporto aereo da altri Paesi europei attraverso il Meccanismo di protezione civile dell'UE, mobilitando risorse straordinarie per far fronte a una situazione che molti esperti definiscono senza precedenti.

L'impegno dei soccorritori e le prospettive

Sul fronte delle Landes, l'impegno dei vigili del fuoco e del personale militare è costante e senza sosta: circa 550 uomini sono al lavoro, supportati da sei velivoli antincendio, per cercare di arginare un incendio che, nonostante i progressi della notte, resta ancora al momento fuori controllo. La lotta contro le fiamme si preannuncia lunga e difficile, con le autorità che temono che le condizioni atmosferiche possano vanificare gli sforzi compiuti, e la popolazione delle zone evacuate osserva con apprensione l'evolversi di una situazione che rimane estremamente dinamica e pericolosa.

Mentre in altre aree della Francia, come le Ardenne, gli incendi mostrano segnali di miglioramento, la regione del sud-ovest resta il fronte più caldo e critico, un simbolo di un'estate che ha messo a dura prova la capacità di reazione di interi Paesi, costretti a fare i conti con gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.

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