Meta utilizza i dati degli utenti per l’intelligenza artificiale, ma c’è ancora tempo per opporsi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dal 27 maggio, Meta ha avviato ufficialmente l’utilizzo dei dati pubblici degli utenti europei di Facebook, Instagram e Threads per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale. Post, commenti, foto e interazioni pubbliche – a meno che non siano stati condivisi in modalità strettamente privata – rientrano tra le informazioni raccolte. Ciò che molti ignorano, però, è che esiste ancora la possibilità di opporsi a questa elaborazione, nonostante il termine inizialmente indicato sia scaduto.

La mossa dell’azienda di Mark Zuckerberg non è passata inosservata. Già nei mesi scorsi, le autorità per la privacy di Belgio, Francia e Paesi Bassi avevano sollevato dubbi sulla conformità di questo approccio alle normative europee, in particolare al GDPR. Le preoccupazioni riguardano soprattutto la base giuridica invocata da Meta, il cosiddetto "legittimo interesse", che l’organizzazione noyb – fondata dall’attivista austriaco Max Schrems – ha contestato in una diffida formale inviata il 17 maggio. Secondo l’associazione, l’utilizzo dei dati senza un consenso esplicito violerebbe i principi stabiliti dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Nonostante le rassicurazioni di Meta, che ha ribadito come i dati vengano trattati nel rispetto delle leggi, gli utenti possono ancora presentare un’opposizione. Basta compilare un apposito modulo, accessibile attraverso le impostazioni del profilo, per escludere i propri contenuti dall’addestramento dell’IA. Un passaggio non immediato, ma che potrebbe diventare cruciale per chi vuole mantenere un maggiore controllo sulle proprie informazioni.

Intanto, la posizione di Meta rimane ferma. Markus Reinisch, vicepresidente per le Politiche pubbliche dell’azienda in Europa, ha criticato apertamente i regolamenti Ue, sostenendo che stiano frenando lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nel continente. «L’Europa rischia di rimanere indietro», ha dichiarato, sottolineando come la competizione globale, soprattutto con colossi come OpenAI e Deepseek, richieda un accesso più ampio ai dati.

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