Ucraina sotto attacco, allarme aereo in tutto il paese dopo i raid alle infrastrutture energetiche
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Redazione Esteri
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Le sirene dell'allarme aereo hanno nuovamente risuonato in tutta l'Ucraina, un suono che, dopo 1.356 giorni di guerra, scandisce una routine di paura mentre i media locali segnalano la minaccia nelle regioni di Sumy, Kharkiv e Dnipropetrovsk. Questo nuovo picco di tensione giunge a poche ore da una notte di bombardamenti particolarmente violenti, i quali hanno preso di mira, con precisione chirurgica, il già provato sistema energetico nazionale. Centinaia di droni, lanciati in un'ondata coordinata, hanno colpito centrali elettriche e impianti strategici, spingendo le autorità di Kiev a dichiarare che la capacità di produzione è scesa praticamente "a zero", un crollo che ha gettato vaste aree del paese nell'oscurità e nel freddo, privandole di riscaldamento e servizi essenziali.
La crisi umanitaria a Kharkiv e le mosse diplomatiche
A Kharkiv, città martoriata non lontana dal confine, le conseguenze dei raid si sono materializzate in una crisi umanitaria acuta, con circa centomila persone che, in un colpo solo, si sono ritrovate senza elettricità, acqua corrente e gas. La situazione, già di per sé critica per gli abitanti che resistono sotto la costante minaccia dei missili, viene ulteriormente complicata dal contesto diplomatico. Proprio ieri, infatti, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov aveva dichiarato la propria disponibilità a incontrare il Segretario di Stato americano Marco Rubio, affermando di "comprendere la necessità di una comunicazione regolare" per discutere della questione ucraina e promuovere l'agenda bilaterale, una posizione che stride platealmente con l'escalation militare in atto.
La posizione di Trump e la tensione con la Serbia
Oltreoceano, il presidente americano Donald Trump, nel corso di un incontro alla Casa Bianca con il premier ungherese Viktor Orban, ha fornito la sua lettura delle recenti difficoltà diplomatiche, spiegando che l'incontro a Budapest con il presidente russo Vladimir Putin è stato cancellato perché "la Russia non vuole ancora fermare la guerra". Orban, da parte sua, ha tenuto a precisare che il vertice russo-americano rimane comunque nell'agenda, sebbene senza una data definita. Nel frattempo, un'altra crepa nelle relazioni internazionali si è aperta tra Mosca e Belgrado, dove il presidente serbo Aleksandar Vucic ha espresso viva irritazione per le dichiarazioni della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, la quale ha rinnovato l'invito alla Serbia di astenersi rigorosamente dal fornire armi all'Ucraina, un'ipotesi che Belgrado ha sempre categoricamente respinto.
Il fronte militare e l'incidente in Belgio
Sul piano strettamente militare, l'attenzione rimane focalizzata sulla pressione russa lungo tutto il fronte orientale, dove, secondo alcune ricostruzioni, la città di Pokrovsk sarebbe prossima alla caduta. Mentre Kiev affronta una delle sue notti più buie, un episodio inquietante si è verificato lontano dal teatro di guerra, in Belgio, dove lo spazio aereo sopra l'aeroporto di Liegi è stato temporaneamente chiuso a causa della presenza di un drone, un evento che ha bloccato i voli per diversi minuti e che ricorda analoghi incidenti di sicurezza.




