Casa Bianca in mano al re della menzogna

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump, da sempre al centro di polemiche per il suo rapporto con la verità, ha fatto della menzogna un pilastro della sua strategia politica. La sua dialettica, che oscilla tra bugie e verità strumentalizzate, si è consolidata nel tempo, diventando un marchio distintivo del suo approccio comunicativo. Non a caso, termini come Big Lie – usato per descrivere i presunti brogli elettorali del 2020 – e Truth, nome del social network da cui diffonde costantemente disinformazione, rimandano a una sfera semantica che gioca proprio su questa ambiguità.

In un recente post su Truth, Trump ha attaccato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definendolo «un dittatore non eletto». L’affermazione arriva in risposta alle dichiarazioni di Zelensky, che aveva descritto Trump come un riabilitatore della figura di Vladimir Putin, accusandolo di contribuire a ridurre l’isolamento internazionale del leader russo. «Tutto ciò non ha un impatto positivo sull’Ucraina», ha aggiunto Trump, senza però fornire ulteriori dettagli o prove a sostegno delle sue accuse.

Elon Musk, fondatore di Tesla e proprietario di X (ex Twitter), ha amplificato le critiche di Trump, sostenendo che Zelensky non possa rappresentare la volontà del popolo ucraino senza ripristinare la libertà di stampa e indire nuove elezioni. Musk ha condiviso un post dell’account Rapid Response 47, legato alla Casa Bianca, in cui si sottolinea come negli Stati Uniti le elezioni presidenziali si tengano regolarmente ogni quattro anni, anche in tempo di guerra.

Le parole di Trump hanno suscitato reazioni forti anche oltreoceano. Greg Hands, ex ministro britannico e storico esponente del partito conservatore, ha definito «disgustoso» il revisionismo storico del leader americano, paragonando le sue dichiarazioni agli anni Trenta, periodo buio per la democrazia europea. «È un attacco vergognoso ai valori dell’Occidente e alla storia stessa dell’America», ha dichiarato Hands, evidenziando come le affermazioni di Trump rischino di minare la credibilità internazionale degli Stati Uniti.

Intanto, il conflitto tra Ucraina e Russia continua a dominare le cronache internazionali, con Zelensky che cerca di mantenere alta l’attenzione sulla crisi umanitaria e militare nel suo paese. Le dichiarazioni di Trump, tuttavia, rischiano di complicare ulteriormente il quadro diplomatico, già fragile e segnato da tensioni.

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