Air India, la verità dalle scatole nere: il comandante spense i motori, il co-pilota invocava aiuto
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Redazione Esteri
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Le registrazioni della scatola nera del volo Air India 171, analizzate dagli investigatori statunitensi, non lasciano spazio a dubbi: fu il comandante Sumeet Sabharwal a disattivare manualmente gli interruttori del carburante appena tre secondi dopo il decollo, causando lo spegnimento dei motori e il successivo schianto del Boeing 787. Lo riporta il Wall Street Journal, confermando quanto anticipato da fonti vicine all’inchiesta e già emerso in ricostruzioni preliminari.
Nell’audio, catturato nei momenti concitati che precedettero l’impatto, si sente il primo ufficiale – il cui nome non è stato ancora reso pubblico – implorare il collega di riattivare i propulsori, mentre l’aereo perdeva quota in modo irreversibile. Sabharwal, 58 anni, con oltre 15mila ore di volo alle spalle, non rispose alle esortazioni, lasciando intendere un gesto deliberato. Le autorità, tuttavia, non hanno ancora chiarito se si sia trattato di un atto volontario o dettato da un errore, sebbene la sequenza temporale e la posizione degli interruttori – progettati per evitare disattivazioni accidentali – rendano l’ipotesi dell’incidente poco plausibile.
L’evento, verificatosi il 12 giugno scorso nei pressi di Ahmedabad, è il più grave disastro aereo degli ultimi dieci anni, con 260 vittime. Le indagini, coordinate dalla Ntsb e dalle autorità indiane, si concentrano ora sulle condizioni psicofisiche del pilota, la cui esperienza e reputazione sembravano ineccepibili. I tabulati medici e le testimonianze dei colleghi potrebbero far luce su eventuali disagi non dichiarati, mentre i legali delle famiglie delle vittime chiedono l’accesso ai rapporti sulle procedure di selezione del personale di volo.




