Sinner e Djokovic, rivincita in semifinale a Wimbledon: l'italiano batte Struff in tre set, il serbo vince una maratona di 5 ore

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una lunga giornata di tennis sui prati dell'All England Club si è chiusa con il verdetto che molti attendevano: Jannik Sinner e Novak Djokovic si sfideranno in semifinale. Il numero uno del mondo ha fatto il suo lavoro, superando in tre set il tedesco Jan-Lennard Struff con il punteggio di 7-5, 7-6(4), 6-3, mentre il serbo ha dovuto sudare sette camicie per avere la meglio sul canadese Felix Auger-Aliassime, vincendo una vera e propria battaglia durata cinque ore e quindici minuti.

Una maratona che è entrata di diritto nella storia del torneo come il quarto di finale più lungo mai disputato a Wimbledon.

Il servizio, l'architrave del Sinner vincente

Contro Struff, il più vecchio esordiente ai quarti di finale di uno Slam nell'Era Open, Sinner non ha espresso forse il miglior tennis possibile, ma ha trovato nella battuta l'arma per fare la differenza. L'altoatesino ha chiuso il match con sedici ace, una percentuale del 65% di prime palle e l'85% di punti vinti con la prima, concedendo al tedesco appena due palle break.

Nel primo set, molto equilibrato, è stato un break decisivo nell'undicesimo gioco a consegnargli la frazione per 7-5; nel secondo, Struff ha avuto anche una palla set sul servizio dell'italiano, ma Sinner ha retto l'urto per poi imporsi al tie-break per 7-4; nel terzo, una volta salito 5-3, ha chiuso senza ulteriori patemi. "Struff è un giocatore molto difficile da affrontare. All'inizio ero un po' in difficoltà, poi ho iniziato a servire meglio e sono rimasto lì mentalmente", ha dichiarato il campione in carica nel consueto intervista in campo.

L'impresa di Djokovic e il record di Wimbledon

Dall'altra parte del tabellone, Novak Djokovic ha dato una lezione di resilienza. Il serbo, che ha compiuto 39 anni, ha dovuto vedersela con un Auger-Aliassime in stato di grazia, capace di tenere il ritmo e di spingerlo fino al quinto set. La partita è stata un susseguirsi di colpi di scena: Djokovic si è aggiudicato il primo set al tie-break per 12-10, ha perso il secondo per 6-3, è tornato avanti vincendo il terzo per 6-3, ha sprecato la chance di chiudere nel quarto, perso 7-6 al tie-break, per poi trionfare nel super tie-break del quinto set per 10-4.

Un successo che porta la sua firma indelebile nei libri dei record: la vittoria numero 107 a Wimbledon, superando il precedente primato di Roger Federer, e la quindicesima semifinale nel torneo londinese, a 39 anni e 51 giorni, diventando il secondo giocatore dell'Era Open a raggiungere questo traguardo a quell'età dopo Ken Rosewall. "Verso la fine poteva vincerla chiunque. In questi momenti, con la tensione estrema che si prova, è per questo che gioco ancora a tennis", ha commentato Djokovic in campo.

Una semifinale dal sapore di rivincita

La sfida di venerdì sarà la ripetizione della semifinale dello scorso anno, quando Sinner fermò la corsa di Djokovic verso l'ottavo titolo, vincendo in tre set e andando poi a conquistare il suo primo Wimbledon. Da allora i due si sono già affrontati in un'altra occasione importante: agli Australian Open di inizio anno, dove il serbo si è preso la rivincita in cinque set.

Il bilancio dei precedenti sorride leggermente all'italiano per 6-5, ma Djokovic, che insegue il suo venticinquesimo titolo del Grande Slam, e Sinner, che punta al quinto major della carriera e al secondo consecutivo sui prati londinesi, si presenteranno al via con motivazioni opposte ma ugualmente brucianti. Quella che si prospetta è una semifinale che ha tutto il sapore di una finale anticipata, il piatto forte di una giornata che promette scintille sul Centre Court.

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