Monica Guerritore a Verissimo: il marito Roberto, la gelosia e l'operazione nascosta durante il tour
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Seduta nel salotto di Silvia Toffanin, Monica Guerritore ha dipinto un ritratto della sua vita privata e professionale che, nel suo svolgersi, appare tutt’altro che lineare. L’attrice, ospite a Verissimo per parlare del film su Anna Magnani — figura che descrive come una fonte d’ispirazione capace di mostrare alle donne che “possono essere altro” — ha finito per raccontare molto di sé, spaziando dai dettagli più intimi del matrimonio a una prova di salute superata con un stoicismo quasi teatrale.
La gelosia di Roberto Zaccaria e le scene “da cambiare”
Il filo conduttore, tra le varie confessioni, sembra essere quello di un’esistenza vissuta con un’intensità che a volte storda: “Mi sembra di stare in un frullatore”, ha ammesso, usando una metafora di movimento perpetuo. In questo turbine, l’approdo stabile è rappresentato dal marito Roberto Zaccaria, al suo fianco dal 2001, un legame che definisce “un amore da grandi”, costruito sulla condivisione quotidiana di lavoro e viaggi. Questo amore, tuttavia, non è privo di ombre, o meglio, di una gelosia dichiarata che si materializza in una precisa richiesta. Zaccaria, come ha rivelato l’attrice, “è geloso, non vuole che altri uomini mi mettano le mani addosso e mi chiede di cambiare le scene”. Una premura che arriva al punto del rifiuto di assistere a quelle sequenze, un dato che la Guerritore espone come un fatto, senza drammatizzazioni, quasi a sottolineare come anche questo sia parte del tessuto di una lunga unione.
L’intervento in corsa e la tournée non fermata
Se la sfera affettiva presenta le sue complessità, quella professionale svela una determinazione ferrea. Monica Guerritore ha confessato di essersi sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza nel pieno di una tournée teatrale, una circostanza che avrebbe potuto giustificare una pausa. Lei, invece, ha scelto di non fermarsi: “Ho continuato a lavorare, non potevo permettermi che una compagnia formata da venti persone si fermasse per mesi”. La soluzione fu pragmatica e sofferta: “Mi sono operata, ho messo un busto stretto e ho ballato in Ginger & Fred”. Un episodio che racconta di una responsabilità verso il lavoro e la squadra, ma anche di una fisicità sacrificata per la scena, con un sollievo, ha detto, arrivato solo con la completa guarigione.
L’ombra di Corinaldo e altre storie di famiglie
La trasmissione, come spesso accade, ha offerto uno sguardo su altre esistenze segnate da prove estreme. Paolo Curi ha parlato della crescita dei suoi figli “nel ricordo della loro madre Eleonora”, morta nella strage di Corinaldo, un fatto di cronaca nera ricordato nel suo impatto familiare permanente, senza scendere in dettagli espliciti ma fissando l’attenzione sulla lunga ombra del lutto e sull’impegno di andare avanti. Storie di fratture sono arrivate anche dal racconto di Corinne Cléry, che ha parlato di un rapporto interrotto da anni con il figlio, citando violenze psicologiche e dispute economiche, mentre altri ospiti come Paolo Ruffini e Rossella Brescia hanno toccato temi di perdita e rinascita personale.
L’augurio per Anna Magnani e il fluire della carriera
In chiusura del suo intervento, Monica Guerritore è tornata al punto di partenza: il suo omaggio alla Magnani. Con un desiderio sincero, ha espresso la speranza che il suo lavoro possa servire da tramite: “Mi auguro che Anna possa entrare nel cuore di tutti”. Un auspicio che suona come la sintesi di un approccio alla professione che, nonostante le difficoltà di salute o le dinamiche personali, rimane centralmente dedicato alla comunicazione di un’eredità artistica. Una dedizione che, in fondo, forse non è così distante dalla forza mostrata nel non fermare uno spettacolo neppure dopo un’operazione, né dal trovare un equilibrio, per quanto dinamico, in un “frullatore” di impegni e sentimenti.




