Inter, Juventus e Atalanta, tutto in due notti: in palio oltre 33 milioni, e le ultime chance per il 5° posto Champions
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Redazione Sport
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Si condensa nell’arco di quarantotto ore, tra questa sera e domani, il destino europeo di Inter, Juventus e Atalanta, e con esso una fetta sostanziosa non solo del prestigio sportivo del calcio italiano ma anche, e forse soprattutto, dei suoi bilanci. Le tre sconfitte rimediate la scorsa settimana, rispettivamente in Norvegia, Turchia e Germania, hanno complicato in maniera significativa il cammino delle formazioni di Serie A verso gli ottavi di finale di Champions League, trasformando quelle che dovevano essere gare di ritorno in vere e proprie imprese dai contorni quasi proibitivi -1. Per i nerazzurri di Cristian Chivu, reduci da un 3-1 subito dal Bodo/Glimt nel clima artico dell’Aspmyra Stadion, l’asticella si alza fino a richiedere una vittoria con almeno tre reti di scarto per evitare i tempi supplementari, scenario reso ancor più complesso dall’assenza di Lautaro Martinez e dalla necessità di contenere le ripartenze micidiali di una squadra capace di mettere in difficoltà anche il Manchester City -2-7.
Se l’impresa dell’Inter, che pure deve far male a una compagine rivelazione del torneo, si gioca stasera a San Siro, quella bianconera è rinviata a domani sera contro il Galatasaray, con un passivo di 5-2 da ribaltare che ha dell’eredità pesantissima. Per la squadra di Spalletti, reduci da una serataccia a Istanbul, l’unica via d’uscita dal labirinto dei playoff passa per un successo con almeno tre gol di scarto che porterebbe la sfida ai supplementari, o addirittura quattro per staccare il biglietto per gli ottavi direttamente nei novanta minuti regolamentari -6. Parallelamente, anche l’Atalanta si trova di fronte al muro del Dortmund, dopo il 2-0 incassato in terra tedesca: per la Dea, che giocherà il ritorno a Bergamo, la matematica dice che servirà vincere con due gol di scarto per andare oltre, o con tre per passare il turno subito, in una notte in cui la spinta del pubblico amico potrebbe rivelarsi l’arma in più per supplire alle assenze e alla differenza di valori espressa all’andata -1.
Oltre al danno sportivo, però, le tre eliminazioni comporterebbero un danno economico immediato e di prospettiva difficilmente quantificabile con precisione, ma stimato in oltre 33 milioni di euro complessivi di mancati introiti tra premi UEFA, diritti televisivi e incassi da biglietteria, cifra che lieviterebbe ulteriormente in caso di passaggio del turno. Ma è sullo sfondo, in una dimensione quasi parallela, che si gioca un’altra partita, altrettanto decisiva per le sorti dell’intero movimento: quella per il secondo posto nel ranking UEFA stagionale, che vale un quinto slot in Champions League per la stagione successiva. L’Italia, dopo le sconfitte dell’andata, si trova attualmente quinta in questa speciale classifica, con 15.500 punti, tallonata da nazioni come il Portogallo e la Germania, e deve recuperare terreno per rientrare tra le prime due -5. Le residue speranze di agganciare questo treno, che permetterebbe alla quinta classificata in Serie A di partecipare alla prossima edizione della massima competizione europea, passano proprio dalle prestazioni di Inter, Juventus e Atalanta in queste due notti, e da quelle di Fiorentina e Bologna nelle altre coppe, in un quadro che vede l’Inghilterra già saldamente in testa con tutte le sue nove squadre ancora in gara -5-10.
La notte delle rimonte tra conti in rosso e ranking da difendere
Mentre il tabellone degli ottavi di finale attende di essere compilato, con il sorteggio già fissato per il 27 febbraio, le tre italiane sanno che ribaltare i risultati non serve solo a tenere vivo il sogno di alzare la coppa, ma anche a evitare una debacle economica di sistema che avrebbe ripercussioni sulla credibilità e sulla capacità di spesa dei club nei prossimi anni -9. I playoff di Champions League, nati dalla riforma che ha allargato il torneo a 36 squadre, si sono rivelati per l’Italia una trappola letale: dopo l’eliminazione del Napoli nella fase a gironi, un’uscita di scena contemporanea di tutte e tre le rimanenti rappresentanti lascerebbe la Serie A senza alcuna squadra agli ottavi per la prima volta da molti anni a questa parte, con un contraccolpo immediato sul ranking e sulla distribuzione dei diritti televisivi internazionali -8.
Dunque, stasera l’attenzione è tutta per l’Inter di Chivu, chiamata a una rimonta che ha il sapore di un piccolo miracolo contro il Bodo/Glimt, una squadra che vive di organizzazione e di ripartenze letali, e che nel piccolo stadio norvegese aveva già dimostrato di poter mettere in seria difficoltà le difese avversarie -2. I nerazzurri, che all’andata hanno sofferto la velocità e l’intensità degli avversari, devono ritrovare compattezza e cinismo sotto porta, sfruttando il fattore San Siro e la spinta del pubblico per cercare di scardinare un muro che si preannuncia ostico. Domani, poi, sarà la volta dell’Atalanta contro il Dortmund e della Juventus contro il Galatasaray, due scontri diretti che mettono in palio non solo la qualificazione, ma anche la possibilità di tenere in vita le ambizioni di tutto un movimento calcistico, in bilico tra la gloria sportiva e la necessità di fare i conti con una realtà economica sempre più spietata -4.




