Adda a Medolago, ricerche senza esito per il 28enne disperso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nell’area dell’Adda a Medolago le ricerche del giovane disperso proseguono senza esito dopo che domenica pomeriggio un uomo di 28 anni, di origine ecuadoriana e residente nell’hinterland milanese, è stato trascinato via dalla corrente mentre tentava di attraversare il fiume. Il passaggio avveniva tra la sponda di Medolago e quella di Porto d’Adda, frazione di Cornate, in un tratto segnato da correnti improvvise e condizioni difficili. Il giovane, indicato anche come residente a Sesto San Giovanni, è stato sopraffatto dall’acqua a pochi metri dalla riva, dove un altro bagnante ha provato a intervenire senza riuscire a riportarlo a terra. Da quel momento si sono perse le sue tracce.

Le operazioni di ricerca lungo il fiume Adda

Le attività di soccorso lungo l’Adda a Medolago sono state avviate immediatamente e proseguono con un dispositivo complesso coordinato dai vigili del fuoco di Monza. Sul campo operano diverse unità specializzate, tra cui il nucleo SAPR di Pavia con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto utilizzati per le riprese dall’alto, e gli specialisti TAS di Lecco incaricati della mappatura del territorio per evitare sovrapposizioni nelle zone già ispezionate. A supporto intervengono anche i nuclei SAF di Milano e i fluviali di Monza, impegnati nelle attività lungo le sponde e nel letto del fiume. Il lavoro viene svolto in modo continuativo, con un coordinamento che integra dati e rilievi per coprire l’intera area interessata.

Nel corso delle operazioni sono stati coinvolti anche reparti provenienti dalla Bergamasca, con i SAF di Bergamo e Dalmine attivi nelle ricerche estese lungo il corso del fiume. L’impiego di droni e ricognizioni aeree non ha però restituito alcuna traccia del disperso, nonostante il monitoraggio ripetuto delle aree più critiche. Le squadre continuano a scandagliare il tratto fluviale con particolare attenzione ai punti in cui le correnti possono aver modificato il percorso del corpo, rendendo più complessa la localizzazione. L’attività di ricerca si è sviluppata per l’intera giornata, con interventi alternati tra terra, acqua e aria.

Estensione delle ricerche e complessità del recupero

Le operazioni nell’area dell’Adda a Medolago si sono progressivamente estese anche oltre il territorio iniziale, coinvolgendo settori sempre più ampi della provincia di Bergamo. Le forti correnti del fiume vengono indicate come uno dei fattori che potrebbero aver trascinato il giovane per diversi chilometri, complicando ulteriormente le verifiche sul campo. Le ricerche sono riprese alle prime luci dell’alba di lunedì 22 giugno con un nuovo dispiegamento di squadre specializzate, mentre le unità continuano a operare senza interruzione nelle zone considerate più a rischio. In parallelo, la mancanza di riscontri visivi da parte dei droni mantiene aperto un perimetro di ricerca molto ampio.

Il giovane, indicato nelle cronache come 28enne di origine ecuadoriana e residente nel Milanese, è stato dato per disperso nel pomeriggio di domenica 21 giugno, con l’allarme scattato tra le 16.30 e le 17. Nel corso delle ore successive, l’intervento ha visto anche l’impiego di sommozzatori e di un elicottero impegnato nel sorvolo dell’area fluviale. Le condizioni del fiume hanno reso difficoltose le operazioni sin dalle prime fasi, mentre le squadre continuano a concentrarsi sul possibile recupero del corpo lungo il corso dell’Adda, senza che al momento emergano elementi utili alla localizzazione.

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