L’agricoltura italiana tra burocrazia e nuove opportunità: un miliardo per il rilancio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma – Se c’è un settore che più di altri paga il prezzo di una burocrazia asfissiante, quello è l’agricoltura. Secondo stime della Cia Agricoltori Italiani, ogni azienda deve affrontare un costo aggiuntivo di due euro all’ora per dipendente solo per districarsi tra carte e adempimenti. Un “dazio nascosto” che grava su un comparto già in affanno, e che rende ancor più significativo il disegno di legge presentato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

Il pacchetto da un miliardo di euro, battezzato Coltivaitalia, non si limita a stanziare fondi, ma punta a semplificare un sistema che, per troppi anni, ha visto le imprese agricole intrappolate in procedure farraginose. Le risorse, come ha precisato il ministro, provengono dal fondo di coesione e non implicano tagli ad altri ministeri. «Si tratta di fondi Fsc non ancora destinati, che ora trovano un impiego concreto», ha spiegato Tommaso Foti, responsabile dei dossier Pnrr e Coesione.

Uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento è l’incentivo al ricambio generazionale: il 70% delle terre destinate agli under 41 si trova nel Mezzogiorno, un tentativo di contrastare lo spopolamento delle campagne e di rilanciare un’agricoltura innovativa. Droni, intelligenza artificiale e tecniche sostenibili sono solo alcuni degli strumenti previsti per modernizzare un settore che, nonostante le criticità, resta strategico per l’economia nazionale.

Sul fronte della sovranità alimentare, il governo punta ad aumentare la produzione di soia e carne bovina made in Italy, riducendo la dipendenza dalle importazioni. Parallelamente, si lavora al rimboschimento di ulivi nelle zone colpite dalla Xylella, un’emergenza che ha devastato interi territori, soprattutto in Puglia.

Quanto ai dazi, Lollobrigida mantiene un approccio cauto: definisce «una follia» l’ipotesi di una guerra commerciale con gli Stati Uniti, sottolineando come Washington rimanga un alleato fondamentale. «Bisogna trovare un giusto compromesso», ha affermato, senza entrare nel merito di possibili ritorsioni. Intanto, l’incertezza legata all’aumento dei costi energetici e delle tariffe continua a pesare sulle imprese, rendendo ancora più urgente un intervento strutturale.

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