Juventus, nuovo stop per Vlahovic: lesione al polpaccio e tre settimane di recupero
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Redazione Sport
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La stagione di Dusan Vlahovic, già segnata da un precedente e più grave infortunio da cui era rientrato da poco, subisce un nuovo e inaspettato intoppo. L’attaccante serbo, infatti, si è fermato nel momento meno opportuno, ovvero durante il riscaldamento della partita contro il Genoa, quando il fisico ha tradito le sue aspettative e quelle dello staff tecnico. Quanto accaduto a Marassi, nello specifico, ha assunto i contorni di un vero e proprio incidente: il giocatore ha accusato un problema al polpaccio sinistro mentre si stava preparando a entrare in campo nel secondo tempo, un dettaglio che ha subito destato preoccupazione all’interno dell’ambiente bianconero.
La mattina successiva, il classe 2000 si è presentato al JMedical, il centro diagnostico della società, per sottoporsi agli accertamenti del caso. Gli esami strumentali, come riportato da una nota ufficiale, hanno poi rivelato la natura precisa del problema: una lesione di basso grado del muscolo soleo, una struttura profonda del polpaccio che gioca un ruolo cruciale nella spinta e nella corsa. Se da un lato la definizione “di basso grado” può suonare come un piccolo sollievo, dall’altro il verdetto non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche. Il tempo di recupero stimato, sulla base di questi rilievi, si aggira intorno ai venti giorni, vale a dire circa tre settimane di stop forzato.
Il calvario fisico di un attaccante cercato e mai sazio
Il nuovo infortunio di Vlahovic, che andrà ad aggiungersi a una lista purtroppo già lunga di assenze nell’arco di questa annata, rappresenta l’ennesima battuta d’arresto per un giocatore su cui la società aveva investito pesantemente. L’ex attaccante della Fiorentina, reduce da un problema muscolare ben più grave che lo aveva tenuto lontano dai campi per diverse settimane, sembrava aver finalmente ritrovato continuità; e invece, ecco che un gesto apparentemente banale come il riscaldamento si trasforma in una trappola. Il dolore avvertito durante quelle fasi preliminari, che per molti calciatori rappresentano una semplice routine, per lui ha significato l’inizio di un nuovo capitolo di riabilitazione.
Sul fronte delle indagini cliniche, è importante notare come il referto parli esclusivamente di una lesione al soleo senza complicazioni tendinee, un particolare che potrebbe accelerare le tempistiche di recupero rispetto a un coinvolgimento del gemello laterale. Tuttavia, per un attaccante abituato a fare della potenza e degli scatti esplosivi la propria arma migliore, anche un solo giorno di stop rischia di compromettere l’equilibrio atletico. Nel frattempo, la Juventus dovrà fare a meno del proprio centravanti titolare in un momento delicato della stagione, senza poter contare su un sostituto con le sue medesime caratteristiche fisiche.
Assenze a confronto: Perin indenne, il reparto offensivo trema
Dalla stessa tornata di controlli medici, è emersa una nota rassicurante per quanto riguarda Mattia Perin, il portiere che era finito anch’eglio nell’occhio del ciclone dopo alcuni acciacchi. A differenza del collega serbo, il numero uno bianconero non ha riportato alcuna lesione né tantomeno una distrazione muscolare degna di nota; si è trattato, verosimilmente, di un affaticamento passeggero senza conseguenze strutturali. La differenza tra le due situazioni – da una parte un infortunio certificato e dall’altra un semplice allarme rientrato – fotografa bene l’incertezza che caratterizza la gestione dei carichi atletici in una squadra costantemente sotto pressione.
Non c’è, in questo frangente, alcuna correlazione con quanto accaduto in altre competizioni europee, né tantomeno con le goleade realizzate da Haaland o dal Chelsea; quei fatti appartengono ad altre cronache. Ciò che conta, per la dirigenza juventina, è registrare l’ennesimo stop di un calciatore dal valore tecnico indiscutibile ma dalla tenuta fisica sempre più fragile. Vlahovic, costretto a rimandare il proprio ritorno in campo, dovrà ora sottoporsi a un programma specifico di recupero, senza possibilità di accelerare i tempi pena il rischio di una ricaduta.
Nessuna speculazione, solo i fatti di uno stop annunciato
L’iter giudiziario, in casi come questo, non prevede inchieste esterne né sviluppi disciplinari; si tratta unicamente di una questione medica e sportiva. Il comunicato ufficiale della società, asciutto e preciso, ha parlato di “lesione di basso grado del soleo”, lasciando intendere che il giocatore verrà rivalutato tra circa venti giorni. Non ci sono, al momento, ulteriori approfondimenti diagnostici programmati, né tantomeno si ipotizza un intervento chirurgico. Il polpaccio sinistro, da questo momento, diventa il centro dell’attenzione dei fisioterapisti e dei preparatori: un lavoro quotidiano, fatto di terapie e carichi progressivi, che dovrà restituire a Thiago Motta un attaccante integro.
Il dolore accusato durante il riscaldamento contro il Genoa, quindi, non è stato un semplice campanello d’allarme, ma il sintomo concreto di una lesione che richiederà tempo e pazienza. Vlahovic, che già aveva dovuto digerire una precedente e più lunga assenza, si ritrova a dover ricominciare da capo: senza poter calciare un pallone per le prossime tre settimane, senza poter aiutare i compagni in una fase decisiva. Il resto, come si suol dire in questi casi, è pura cronaca di un calcio sempre più esposto alla fragilità fisica dei suoi interpreti.




