Pazzini e Criscitiello sul Var: i rigorini non dovrebbero decidere le partite
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Redazione Sport
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L’ultima puntata del podcast "Aura Sport" ha affrontato, non senza una certa apprensione, il tema spinoso del Var e delle decisioni arbitrali che hanno animato il dibattito nelle ultime due settimane di campionato. Michele Criscitiello, giornalista di Sportitalia, e Giampaolo Pazzini, ex attaccante di grandi squadre come Milan e Inter, hanno espresso posizioni che, sebbene partano da angolazioni diverse, convergono su un punto fondamentale: l’eccessiva influenza che episodi minimi, i cosiddetti “rigorini”, stanno assumendo nell’economia di una partita. Pazzini, parlando da ex calciatore, ha sottolineato come certi interventi, sebbene tecnicamente fallosi, rischino di snaturare lo spirito stesso del gioco, trasformando il calcio in una ricerca del contatto insignificante piuttosto che in un’espressione di sportività e abilità. Criscitiello, dal canto suo, ha riconosciuto i meriti indubitabili della tecnologia, che ha migliorato tanti aspetti della valutazione arbitrale, ma ha ugualmente messo in guardia da una deriva iper-tecnica che finisce per penalizzare la fluidità e l’emozione.
Le reazioni del designatore
Sull’altro versante, quello istituzionale, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi è intervenuto nel corso di ‘Open VAR’ per fare chiarezza, o almeno per tentare di farlo, sugli errori che hanno scosso l’ultima giornata. Riferendosi alla sospensione decisa per Maurizio Mariani e per l’assistente Luca Bindoni, l’arbitro di Napoli-Inter colpevole di un grave errore nell’assegnazione di un calcio di rigore, Rocchi ha spiegato che la pausa forzata non deve essere interpretata come una punizione esemplare, bensì come uno strumento per far ritrovare la lucidità. “Nel passato”, ha affermato, “c’è stato qualche portiere che ha fatto qualche prestazione non positiva, è stato riproposto ed è stato il migliore in campo”. Una metafora che serve a illustrare come il recupero della serenità mentale sia un passaggio obbligato per chi, in un ruolo di così alta pressione, commette uno sbaglio; sebbene, è bene dirlo, gli errori “senza logica” siano quelli che lo fanno arrabbiare di più, come lui stesso ha ammesso.
Il contesto delle polemiche
Il weekend appena trascorso ha infatti deluso profondamente, lasciando sul campo una scia di polemiche che non si limitano alla sola contesa tra Napoli e Inter. Sono state diverse, e sotto la lente di ingrandimento della stampa, le decisioni controverse degli uomini designati da Rocchi, al punto che il quotidiano Repubblica ne ha dato ampio risalto, anticipando l’appuntamento con ‘Open Var’ come il momento in cui il designatore avrebbe tentato di “rendere conto dei troppi errori che hanno fatto infuriare dirigenti e tifosi di mezzo campionato”. Un’ammissione indiretta, questa, di un clima teso e di una diffusa percezione di insoddisfazione che attraversa non solo le squadre direttamente coinvolte, ma una fetta consistente dell’opinione pubblica sportiva.
I verdetti ufficiali sugli episodi chiave
Proprio nell’arena di ‘Open Var’, Rocchi ha poi emesso i suoi verdetti ufficiali sui due episodi che più di altri hanno fatto discutere: il rigore concesso al Napoli contro l’Inter e il fallo non assegnato alla Juventus su Conceicao nella partita contro la Lazio. In entrambi i casi, il responso è stato netto: il rigore per il Napoli non avrebbe dovuto essere assegnato, mentre alla Juventus è stato negato ingiustamente un calcio di rigore che invece sussisteva. Dichiarazioni che, se da un lato servono a tracciare una linea di chiarezza e a fornire una spiegazione tecnica inoppugnabile, dall’altro non possono che alimentare ulteriormente la discussione su quanto il margine di interpretazione, nonostante l’ausilio della tecnologia, rimanga un elemento decisivo e, a volte, destabilizzante.




