Qualità della vita 2026, la mappa generazionale premia Firenze, Bolzano e Trieste
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Redazione Interno
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La consueta fotografia del benessere nostrano, scattata annualmente dal Sole 24 Ore, quest’anno abbandona le logiche generaliste per indossare un paio di lenti generazionali, rivelando un’Italia a tre velocità dove il concetto stesso di “vivibilità” cambia radicalmente a seconda che si abbia un figlio in età scolare, un giovane in cerca di lavoro o un genitore che invecchia.
La sesta edizione dell’indagine, presentata al Festival dell’Economia di Trento, ha introdotto un’importante novità metodologica: l’espansione a sessanta indicatori territoriali (venti per fascia d’età) provenienti da fonti certificate, capaci di misurare non solo il dato economico ma anche la capillarità dei servizi di prossimità, quelli raggiungibili a piedi in un quarto d’ora, e la solidità delle reti familiari su cui contare nei momenti di bisogno.
E se da una parte i dati demografici dipingono uno scenario di crisi – con una fecondità scesa a 1,14 figli per donna e un’età media delle neo-madri che sfiora i 33 anni – dall’altra le classifiche restituiscono il ritratto di un Paese dove il divario tra Nord e Sud continua ad ampliarsi, fatta eccezione per alcune isole felici.
Bambini, il primato di Firenze e l’ascesa dei servizi di prossimità
Se si parla di crescita, la provincia di Firenze conquista la vetta della graduatoria dedicata ai più piccoli (fino ai 14 anni), scalzando le concorrenti grazie a una combinazione vincente di servizi educativi e spazi dedicati. Il podio che ne consegue vede Milano e Aosta completare la top three, mentre in coda troviamo Trapani, fanalino di coda che evidenzia le difficoltà strutturali di molte aree meridionali.
Interessante notare come Cagliari, pur vantando il primato nazionale per densità di pediatri, sia contemporaneamente tra le città con il tasso di fecondità più basso (appena 0,75 figli per donna); una contraddizione che, lungi dall’essere un paradosso, racconta la complessità del fenomeno. Al contrario, Bolzano – che in questa specifica classifica non è al primo posto – detiene il record di natalità con 1,55 figli per donna, segno che l’Alto Adige conserva una propensione demografica unica in Italia.
Giovani, Bolzano e il dominio incontrastato del Nord-Est
Per quanto riguarda la fascia d’età compresa tra i 15 e i 35 anni, il trono spetta senza appello a Bolzano, subito seguita dalle fidi Trento e Gorizia; ma il dato più impressionante è l’egemonia territoriale che vede tutte le prime venti province occupate da realtà settentrionali. Le difficoltà emergono prepotentemente guardando la coda della classifica, dove Taranto occupa l’ultimo posto con un tasso di disoccupazione giovanile che raggiunge il 44%, un dato che fotografa l’emergenza lavoro nel Mezzogiorno.
In controtendenza, Bologna si conferma capitale della conoscenza – con un giovane su due laureato – mentre Milano e Roma, pur essendo poli di attrazione culturale, scivolano in posizioni meno nobili (rispettivamente 50ª e 83ª) a causa del costo della vita e, in particolare, dell’incidenza schiacciante dei canoni di locazione sul reddito disponibile.
Parallelamente ai dati statistici, un sondaggio Eumetra-Fondazione Fair condotto su mille ragazzi ha rivelato un cambio di paradigma culturale: la salute mentale, le relazioni affettive e il tempo libero vengono oggi considerati priorità assolute, spesso ancor più del reddito o della carriera.
Anziani, Trieste svetta e il Sud recupera sui servizi
Nell’indice dedicato agli over 65, è la città giuliana di Trieste a prendersi la rivincita, dimostrandosi un modello virtuoso per l’invecchiamento attivo grazie a un equilibrio quasi perfetto tra assistenza domiciliare, speranza di vita e partecipazione civica. Il podio si completa con Trento e Milano, dove quest’ultima spicca per l’importo medio degli assegni pensionistici (pari a 26.300 euro annui) e per l’accessibilità ai servizi sanitari.
Tuttavia, a sorprendere sono le grandi città del Sud: Bari, Napoli e Palermo emergono in questa graduatoria specifica per la vivibilità del commercio al dettaglio e la vicinanza dei servizi di prossimità, elementi che in età avanzata diventano cruciali per mantenere l’autonomia. All’estremo opposto, la Calabria occupa il fondo della graduatoria con Vibo Valentia, che si aggiudica la maglia nera, seguita da Frosinone e Cosenza.
I trend nazionali parlano chiaro: mentre aumentano le persone che vivono sole (+7,9%) e il consumo di antidepressivi (+3,3%), l’Italia si prepara a gestire un aumento del 19% della popolazione anziana entro il 2034, rendendo queste classifiche non più una semplice curiosità statistica ma uno strumento necessario per indirizzare le politiche del welfare.




