Genova, Francesco Carrieri muore in via di Francia: perde il controllo dello scooter all'uscita del tunnel

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un uomo di 42 anni, Francesco Carrieri, è morto nella tarda serata di ieri a Genova, in via di Francia, all'altezza del Matitone. L'incidente è avvenuto poco dopo le 23 all'uscita del tunnel in direzione ponente, nel tratto che collega via Milano al quartiere di Sampierdarena. Secondo la ricostruzione della polizia locale, l'uomo avrebbe perso autonomamente il controllo del proprio scooter mentre percorreva la carreggiata, finendo violentemente a terra. Non risulterebbero coinvolti altri veicoli.

La vittima e la dinamica dell'incidente

Carrieri, genovese nato nel 1983, viveva a Murta, in Val Polcevera. Non aveva figli e non era sposato. Lavorava come commesso in un negozio di autoricambi a Sampierdarena. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della sezione infortunistica, l'impatto con l'asfalto è stato fatale: sul posto sono intervenuti i soccorritori della Croce Oro di Sampierdarena e l'automedica del 118, che hanno tentato per diversi minuti di rianimare il motociclista. I sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso, sopraggiunto poco prima di mezzanotte.

Gli accertamenti e la chiusura della strada

La dinamica esatta dell'incidente è ancora al vaglio degli inquirenti. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona sono state acquisite dalla Procura e dalla polizia locale per chiarire cosa sia accaduto negli istanti precedenti alla caduta. Per consentire i rilievi del nucleo infortunistica, il tunnel di via di Francia in direzione ponente è rimasto chiuso fino alle 4.30 del mattino, con pesanti ripercussioni sul traffico nella zona di Sampierdarena. È stata inoltre disposta l'autopsia sul corpo della vittima.

Il profilo di Carrieri

Carrieri era conosciuto nell'ambiente dell'antagonismo genovese come militante di area anarchica. Nel corso degli anni aveva partecipato a numerose manifestazioni e iniziative, dalle proteste contro il regime carcerario del 41bis a quelle contro il riarmo, fino alle mobilitazioni di piazza contro il conflitto a Gaza e il blocco degli aiuti alla popolazione palestinese.

Nel gennaio del 2021 era stato destinatario di un ordine di carcerazione eseguito dalla Digos di Genova per un cumulo di pene legato a condanne per fatti commessi durante manifestazioni di piazza e occupazioni abusive di immobili. All'epoca la condanna da scontare ammontava a quattro anni di reclusione. La sua carcerazione aveva dato luogo a due manifestazioni di solidarietà nei pressi del carcere di Marassi, organizzate da un gruppo di anarchici.

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