Piano casa e liti al governo, la flottiglia infiamma le piazze
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Redazione Interno
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Il giorno dopo lo scontro al Consiglio dei ministri, quello in cui il ministro leghista avrebbe evocato l’idea di radere al suolo le Soprintendenze scatenando la reazione della premier, Alessandro Giuli prova a cambiare registro. Lo fa affidandosi a un’icona popolare, quella delle mondine delle risaie immortalate dalla Cinquetti, e la loro “Sciur padrun da li beli braghi bianchi” diventa il simbolo di un Primo Maggio trascinato fuori dalla retorica – una formula, quest’ultima, che il ministro della Cultura ha scelto per tacitare, almeno per qualche ora, le polemiche e lo stallo che lo vede opposto a Pietrangelo Buttafuoco alla guida della Biennale. I nodi, legati al padiglione della Russia e a un possibile commissariamento, rimangono però tutti sul tappeto nonostante l’omaggio ai lavoratori. E se Giuli esce dall’incontro di Palazzo Chigi più soddisfatto che scottato, vantando una vittoria “contro le barbarie”, l’aria che si respira nel governo resta quella di una maggioranza in continua tensione, dove persino le misure più annunciate faticano a trovare una tregua.
La sfida del Piano Casa e il cantiere da dieci miliardi
Nonostante le scintille verbali tra i due alleati, l’esecutivo è comunque riuscito a varare il provvedimento più atteso della primavera, quel Piano Casa Italia che mira a trasformare l’emergenza abitativa in un cantiere sociale di vasta scala. Il decreto, varato su proposta della premier e del ministro Salvini, stanzia risorse pubbliche per oltre dieci miliardi di euro con l’obiettivo dichiarato di rendere disponibili circa 100 mila alloggi nell’arco di un decennio. L’operazione si basa su tre pilastri: il recupero del patrimonio pubblico di edilizia residenziale, la creazione di un fondo di investimento gestito da Invimit Sgr per canalizzare le risorse europee, e l’attivazione massiccia di capitali privati in cambio di procedure semplificate. Chi investe in questo pacchetto, almeno stando al testo approvato, dovrà garantire una quota significativa di alloggi a prezzo calmierato, mentre per la premier si tratta di uno strumento in grado di “generare un moltiplicatore su larga scala”. Resta da capire se i fondi basteranno a tamponare una condizione di difficoltà sociale che, per la maggior parte dei cittadini, resta tra le più urgenti.
Tensione in Medio oriente e l’affare della flottiglia
Mentre a Roma si discute di poltrone e alloggi popolari, la vicenda internazionale irrompe nelle piazze italiane con il sequestro della Sumud Flotilla da parte della marina israeliana. Le imbarcazioni, dirette verso Gaza con un carico contestato dagli organizzatori della missione, sono state fermate al largo delle coste greche; secondo fonti israeliane si sarebbe trattato di uno “stunt mediatico” di provocatori professionisti, mentre attivisti e governi europei hanno parlato senza mezzi termini di “pirateria” in acque internazionali. Circa 175 attivisti, tra i quali alcuni cittadini italiani, sono finiti in stato di fermo, scatenando un’ondata di proteste che da Palazzo Chigi ha ottenuto una richiesta formale di liberazione immediata. La tensione si è riverberata velocemente nelle cronache del Primo Maggio, trasformando il tradizionale corteo in una manifestazione politica con slogan durissimi contro l’alleato israeliano, mentre la Farnesina cerca di gestire il caso diplomatico senza però placare le opposizioni, che hanno criticato l’operato del governo.
La svolta nelle indagini per l’omicidio di Garlasco
Sullo sfondo delle beghe politiche, la cronaca giudiziaria registra una scossa destinata a riaprire un caso che ha segnato la memoria collettiva del paese. La Procura di Pavia ha formalizzato la sua posizione su Andrea Sempio, indicandolo come l’unico autore dell’omicidio di Chiara Poggi, un atto aggravato dalla crudeltà e compiuto – secondo l’accusa – per un rifiuto. Questa nuova ricostruzione, che esclude completamente la presenza di Alberto Stasi sulla scena del delitto, apre concretamente la strada a una richiesta di revisione del processo. La difesa del quarantaduenne, rappresentata dagli avvocati Bocellari e De Rensis, si è detta pronta a esaminare gli atti per formalizzare l’istanza, nel caso in cui la Procura generale non dovesse procedere in autonomia. Intanto, l’interrogatorio di Sempio è stato fissato per il prossimo 6 maggio, nonostante i legali del giovane abbiano già fatto sapere di valutare l’opportunità di avvalersi della facoltà di non rispondere, lamentando la mancata conoscenza del fascicolo completo.




