La Calabria tirrenica resta in allerta arancione, scuole chiuse anche venerdì 13 febbraio tra venti di burrasca forte e mareggiate
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Redazione Interno
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La perturbazione che insiste da giorni sul Mediterraneo centrale non concede tregue alla Calabria, e il bollettino emesso dalla Protezione civile regionale, di concerto con il centro funzionale multirischi dell’Arpacal, ha prolungato per l’intera giornata di venerdì 13 febbraio il livello di criticità arancione sull’intera fascia costiera occidentale, dai comuni del cosentino fino alle propaggini del reggino tirrenico -3-10. Una conferma, quella dell’allerta, che arriva mentre il cosiddetto terzo ciclone in rapida successione – definito Ulrike da alcuni osservatori – completa la sua traversata del bacino, addossando i propri fronti più attivi contro le barriere orografiche della regione -1-2.
Il quadro tecnico delineato dagli specialisti descrive una situazione in cui il fattore vento assume connotati particolarmente severi: sono attese raffiche occidentali, di Maestrale e Ponente, che lungo i crinali e i valichi montuosi potranno toccare punte di 130 chilometri orari, un’intensità tale da rientrare a pieno Titolo nella definizione di burrasca forte con episodi di tempesta -2-9. Non si tratta, avvertono i comunicati, di un semplice transito perturbato, bensì di un vero e proprio fiume atmosferico – lo definiscono i modelli europei – che convoglia umidità subtropicale e contrasti termici proprio sul basso Tirreno -9. Ne conseguono mareggiate imponenti lungo i litorali esposti, con onde che al largo potrebbero innalzarsi fino a quattordici metri e abbattersi sulla costa con altezze significative, comprese tra i cinque e i sei metri, capaci di oltrepassare le scogliere e minacciare la viabilità costiera -4-9.
Sul versante precipitativo, l’allarme si concentra sul rischio idrogeologico: il terreno, saturo dopo settimane di piogge quasi ininterrotte, non è più in grado di assorbire ulteriori quantitativi d’acqua. I rilievi del cosentino, del vibonese e dell’Aspromonte tirrenico potrebbero ricevere accumuli complessivi nell’ordine dei 350-400 millimetri in un arco di settantadue ore, un dato che i centri di calcolo indicano come eccezionale per il mese di febbraio -9. La Protezione civile, nei propri avvisi, sottolinea con chiarezza la possibilità che i temporali, anche di forte intensità, possano organizzarsi in nubifragi persistenti, con conseguenze dirette sui bacini idrografici maggiori: i fiumi e i torrenti che solcano le valli tirreniche, dalla Catena Costiera fino alle Serre, potrebbero rapidamente superare i livelli di guardia, innescando fenomeni di esondazione anche in tratti solitamente non critici -3-10.
Chiusure scolastiche e ordinanze sindacali, la precauzione si estende ai comuni del cosentino e del lametino
Di fronte alla reiterazione dell’allerta, numerosi primi cittadini hanno adottato ordinanze contingibili e urgenti per la chiusura degli edifici scolastici di ogni ordine e grado, estendendo il provvedimento anche alla giornata di venerdì 13. Nel cosentino, i sindaci di Lago e Longobardi hanno disposto la sospensione delle lezioni, seguendo una linea già tracciata nei giorni precedenti -1. Più a sud, nell’area lametina, il comune di Lamezia Terme – che ricade interamente nella zona 3 di allerta arancione – ha firmato un’ordinanza che blocca l’attività didattica non solo nelle scuole pubbliche ma anche negli asili nido privati e in un plesso temporaneamente allocato nel vicino comune di Gizzeria Lido, a riprova di un approccio prudenziale esteso al tessuto urbano più esposto -5-8.
L’elenco, come precisano le stesse amministrazioni, rimane dinamicamente in aggiornamento: ad Amantea, Guardia Piemontese, Polistena e San Donato di Ninea si sono aggiunte nella serata di giovedì altre realtà come Polia e Serra San Bruno, dove la fragilità idrogeologica del territorio si combina con le previsioni di precipitazioni intense -1-5. Il dispositivo di protezione civile, in coordinamento con i centri operativi comunali, ha attivato le procedure di monitoraggio dei corsi d’acqua e delle aree a rischio frana, mentre la polizia locale e i volontari sono stati impegnati nel presidio delle intersezioni idraulicamente più vulnerabili.
Il quadro oltre lo Stretto, allerta arancione confermata anche per Messina e la Sicilia nord-orientale
L’ondata di maltempo non risparmia la vicina Sicilia, dove il livello di attenzione si mantiene elevato in particolare sulla fascia tirrenica messinese e sui settori settentrionali dell’isola. La Protezione civile siciliana ha diramato per la provincia di Messina un’allerta arancione valida per giovedì 12, con venti occidentali che, pur non raggiungendo l’intensità estrema del precedente ciclone Harry, spingeranno raffiche oltre i cento chilometri orari sui crinali dei Peloritani e delle Madonie -4-7. Le mareggiate attese lungo le coste tirreniche e sul Canale di Sicilia potranno sollevare onde fino a cinque-sei metri, con possibili danni alle strutture balneari e ai tratti di litorale già compromessi da precedenti eventi -4-7.
Il dipartimento regionale, attraverso il proprio capo della protezione civile, ha inviato ai sindaci delle zone interessate una nota operativa che richiama l’attuazione dei piani comunali di emergenza, con particolare riguardo alla messa in sicurezza delle aree costiere, alla verifica dei reticoli idrografici e all’informazione tempestiva della popolazione -7. Raccomandazioni che, nella sostanza, ricalcano quelle già diffuse in Calabria: limitare gli spostamenti non necessari, evitare la sosta nei pressi di moli e scogliere, mettere al riparo beni e imbarcazioni. Una circostanza, quella della doppia allerta sulle due sponde dello Stretto, che restituisce l’immagine di una regione mediterranea interamente sotto l’influenza di una circolazione depressionaria destinata a persistere.
Venti tempestosi e continuità dei fenomeni, l’attenzione rimane massima sui bacini idrografici
L’elemento che maggiormente caratterizza questa fase meteorologica, a giudicare dalle comunicazioni ufficiali della Sala Operativa Regionale, non risiede tanto nell’intensità istantanea di un singolo temporale, quanto nella continuità e nella reiterazione degli impulsi perturbati. Il sistema depressionario, ancorato tra il Golfo del Leone e il Mar Ligure, continua a pompare correnti umide occidentali verso i versanti tirrenici, producendo un effetto di stazionarietà che impedisce qualsiasi significativa attenuazione -9.
I venti, lungi dal diminuire, manterranno caratteristiche di burrasca forte per tutte le ventiquattro ore di venerdì, con raffiche che sui monti della Sila e dell’Aspromonte potrebbero superare abbondantemente la soglia dei cento chilometri orari, creando disagi alla circolazione veicolare e potenziali cadute di rami o cartellonistica -2-10. Le coste, in particolare quelle comprese tra il Golfo di Sant’Eufemia e la piana di Gioia Tauro, subiranno l’impatto continuo di un moto ondoso in costante aumento, con possibili sconfinamenti marini e allagamenti dei lungomare. In questo scenario, il lavoro di previsione e monitoraggio affidato all’Arpacal continua a rappresentare il riferimento principale per le autorità locali, chiamate a calare sul territorio valutazioni che riguardano la sicurezza dei cittadini e la tenuta di infrastrutture già messe a dura prova dalle settimane precedenti.




