Sciopero generale del 28 novembre, si fermano trasporti, scuola e informazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un nuovo, esteso sciopero generale, indetto per l'intera giornata di venerdì 28 novembre dai Cobas e da tutto il sindacalismo di base, è destinato a paralizzare una vasta gamma di servizi pubblici e privati, promettendo di trasformarsi in un venerdì di significativi disagi per la popolazione. A confermare la portata della mobilitazione, che si preannuncia particolarmente partecipata, si unisce anche lo stop dell'informazione, con i giornalisti italiani che, attraverso la loro organizzazione, scenderanno in campo per rivendicare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, la cui scadenza risale ormai a diversi anni fa, precisamente al 2016.

Le ragioni della protesta

Le motivazioni alla base della protesta, esplicitate in una nota dalla Confederazione Cobas, abbracciano un ampio spettro di rivendicazioni sociali ed economiche. Il sindacato, infatti, chiama i lavoratori a incrociare le braccia per chiedere massicci investimenti nei servizi essenziali – come la scuola, la sanità e i trasporti – finanziati attraverso un drastico taglio della spesa militare. Tra gli obiettivi primari, ai quali se ne aggiungono molti altri, spiccano la stabilizzazione di tutti i precari e dei lavoratori in appalto nel pubblico impiego, consistenti aumenti salariali in grado di recuperare il potere d'acquisto perduto negli ultimi due decenni, stimato in una percentuale considerevole, e l'adeguamento delle pensioni all'inflazione. La piattaforma comprende, inoltre, la riduzione dell'orario di lavoro, l'introduzione per legge del salario minimo e, non ultimo, un deciso cambio di rotta nella politica estera, con la cessazione del sostegno militare a Israele, atto di solidarietà verso la lotta del popolo palestinese.

I settori coinvolti e le fasce di garanzia

L'astensione dal lavoro, che coinvolgerà tanto il settore pubblico quanto quello privato, avrà il suo picco nella giornata di venerdì, ma per alcuni comparti inizierà in anticipo, creando un'interruzione prolungata. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, ad esempio, la protesta è prevista a partire dalle ore 21 di giovedì 27 novembre, per concludersi alle 21 del giorno successivo, garantendo comunque alcune fasce di circolazione obbligatoria per tutelare il diritto alla mobilità degli utenti. Oltre ai treni, a subire le maggiori ripercussioni saranno il trasporto pubblico locale su gomma, la scuola e il sistema sanitario, settori nei quali l'adesione allo sciopero potrebbe risultare molto elevata.

La mobilitazione a Genova e la Finanziaria del popolo

La giornata di protesta non si limiterà allo sciopero, ma troverà un suo momento culminante in una manifestazione di piazza che si terrà a Roma, dove i sindacati promotori hanno chiamato i cittadini a radunarsi davanti a Montecitorio per simbolicamente approvare quella che definiscono la "Finanziaria del popolo", in netta contrapposizione alla manovra economica governativa. Parallelamente, anche la città di Genova si prepara a vivere un "venerdì di passione", con un corteo che attirerà l'attenzione internazionale e al quale è attesa la partecipazione di figure di spicco dell'attivismo, come Greta Thunberg, e di personalità politiche, tra cui l'ex ministro greco, oltre che di rappresentanti del mondo del lavoro portuale.

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