Caos a Linate, il nuovo sistema Ue blocca i passaporti: volo easyJet parte con 27 passeggeri su 148

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre l’estate si avvicina e i flussi turistici aumentano, la tanto pubblicizzata digitalizzazione delle frontiere europee sta mostrando il suo volto più problematico. Domenica scorsa, all’aeroporto di Milano Linate, l’Entry/Exit System (Ees), la piattaforma automatizzata che dal 10 aprile ha sostituito il tradizionale timbro sul passaporto con la rilevazione di impronte digitali e dati biometrici, ha generato una paralisi operativa senza precedenti. Il volo easyJet EJU5420, diretto a Manchester, è decollato con un’ora di ritardo (alle 11:52 invece delle 11:00), ma lo ha fatto portando con sé soltanto 27 dei 148 passeggeri previsti, lasciando a terra oltre 121 viaggiatori ancora bloccati nelle interminabili code ai varchi di controllo.

Code e malori tra i passeggeri lasciati a terra

La situazione, descritta dai testimoni come surreale, è rapidamente degenerata a causa delle condizioni atmosferiche e della durata dell’attesa. Molti dei viaggiatori diretti nel Regno Unito, tra cui famiglie con bambini e un medico italiano residente a Liverpool, hanno raccontato di aver trascorso più di tre ore in fila, senza una adeguata ventilazione. Lo stress e il forte caldo hanno provocato malori di una certa consistenza: si parla di passeggeri che hanno accusato vomito e, in alcuni casi, svenimenti, senza che la macchina dei soccorsi potesse intervenire tempestivamente tra la folla stipata nei corridoi.

La difesa di easyJet e i limiti normativi

Di fronte alla rabbia di chi ha visto l’aereo allontanarsi dal gate, easyJet ha chiarito in una nota ufficiale che la responsabilità è da attribuire esclusivamente ai disagi legati all’implementazione del nuovo sistema di frontiera. La compagnia aerea sostiene di aver posticipato il decollo di quasi un’ora per cercare di far imbarcare il maggior numero possibile di clienti; tuttavia, l’equipaggio stava per raggiungere il limite massimo di ore di servizio consentito dalle rigide normative sulla sicurezza del volo. Per questo motivo, nonostante la scarsa affluenza a bordo, il comandante non ha avuto altra scelta che chiudere i portelloni e partire, lasciando che fossero le autorità aeroportuali a gestire il groviglio di centinaia di persone ancora in attesa di timbrare il visto d’uscita digitale.

Il funzionamento dell’Ees e le difficoltà tecniche

L’Ees, che riguarda i cittadini di Paesi extra-Ue come gli inglesi (pesantemente colpiti dalla Brexit) e gli statunitensi, si basa su un database centralizzato che registra ingressi e uscite dall’area Schengen. A regime, il sistema dovrebbe richiedere circa 70 secondi a passeggero, ma la fase di rodaggio si sta rivelando un collo di bottiglia. Da alcuni giorni, non solo a Linate ma in diversi hub europei, si registrano intoppi informatici che costringono gli agenti della polizia di frontiera a tornare ai controlli manuali “in carne e ossa”, vanificando l’efficienza promessa dalla digitalizzazione. I disagi, che hanno costretto molte famiglie a dover acquistare nuovi biglietti per tornare a casa (con spese aggiuntive anche di migliaia di euro), gettano ombre sulla gestione dei flussi turistici nel Vecchio Continente.

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