CACCIA SÌ, MA NON SULLA PROPRIETÀ ALTRUI
Il liberalismo non può arretrare sul diritto di proprietà Il dibattito sul nuovo disegno di legge sulla caccia si è rapidamente trasformato nello scontro, ormai consueto, tra ambientalisti e mondo venatorio. È una contrapposizione ideologica che rischia però di oscurare una questione ben più importante, soprattutto per chi si riconosce nella tradizione liberale: il rispetto della proprietà privata. (L'Opinione delle Libertà)
Se ne è parlato anche su altri giornali
In un articolato documento di cinque pagine, la società scientifica italiana che riunisce gli zoologi esprime forti perplessità sul disegno di legge 1552 (ora a Montecitorio come proposta di legge n. (La Stampa)
“I cacciatori non dovrebbero illudersi di aver vinto, le situazioni non sono mai immutabili. Quello che sta accadendo è talmente ingiusto che varrebbe la pena anche ai cacciatori fare un passo indietro e non mostrarsi così intolleranti verso chi critica questa che chiamano riforma. (la Repubblica)
Tanti i rischi per il Piemonte, territorio che fa parte della fa parte della Rete Natura 2000 europea e custodisce habitat e biodiversità che vanno dai 100 metri della pianura passando per le colline di Langhe Roero e Monferrato fino ai 4000 del Gran Paradiso. (RaiNews)
Dopo aver ricevuto il via libera al Senato con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti, è ora in commissione Agricoltura alla Camera. Il testo riforma l'attuale legge sulla caccia, la 157 del 1992. (Tgcom24)
Martedì e mercoledì la commissione Agricoltura della Camera procederà a nuove audizioni sul ddl caccia; per presentare gli emendamenti i deputati hanno tempo fino a mezzogiorno di giovedì. (Caccia Magazine)
La caccia si può certamente tollerare, ma non la si può portare sull'altare. Sono i concetti espressi da Marco Alberto Bologna, professore emerito di zoologia all'Università degli Studi Roma Tre e presidente del comitato scientifico per la fauna d'Italia. (Tgcom24)