Il Giro riparte tra pioggia e cadute, Silva si prende la maglia rosa a Veliko Tarnovo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La seconda tappa del Giro d’Italia 109, la Burgas-Veliko Tarnovo di 221 chilometri, è partita ufficialmente quando Stefan Allocchio ha sventolato la bandiera al km zero, dando il via a una frazione che si preannunciava già complicata per le condizioni meteorologiche. E le previsioni, lungi dall’offrire tregua a un gruppo già provato dalla vigilia, hanno confermato pioggia battente attesa da metà percorso in poi, con rovesci destinati a intensificarsi dalle 16 in avanti, proprio nel momento clou della selezione naturale sul tracciato bulgaro. Eppure, quasi a voler replicare la dinamica del giorno precedente, il primo a muoversi è stato ancora una volta lo spagnolo Sevilla, il quale – scattato immediatamente – si è visto affiancare da Mirco Maestri, altro elemento della Polti Visit Malta; i due hanno così tentato l’allungo solitario, senza che il gruppo, in una sorta di tacito assenso, mostrasse particolare reattività nel ricucire lo strappo.

L’ombra della caduta e l’assenza di Moschetti

Prima ancora del via, però, una notizia ha scosso l’ambiente: Matteo Moschetti, vittima di una brutta caduta nella tappa inaugurale, non ha ripreso la corsa. Gli accertamenti hanno evidenziato una commozione cerebrale – condizione che, come noto, impone protocolli rigidi e tempi di recupero non negoziabili – costringendo così il velocista a lasciare la carovana rosa. Una defezione che priva il plotone di uno dei suoi interpreti più reattivi negli arrivi in volata, ma che al contempo ha spostato l’attenzione sulle dinamiche di una tappa mossa, dove il meteo e il fondo reso insidioso dalla pioggia avrebbero presto giocato un ruolo determinante.

Silva emerge nella volata ristretta, Vingegaard e Pellizzari accendono il finale

A Veliko Tarnovo, dopo una lunga frazione scandita da ritmi altalenanti e da un’altra maxi caduta piazzatasi a soli 22 chilometri dal traguardo – ennesimo episodio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle fasi calde –, la vittoria è andata a Guillermo Thomas Silva. Il corridore uruguaiano dell’XDS Astana Team, ventiquattrenne e al suo debutto assoluto nella Corsa Rosa, ha avuto la meglio in uno sprint ristretto e nervoso, battendo il tedesco Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team) e l’italiano Giulio Ciccone (Lidl-Trek). Poco prima, nel cuore degli ultimi chilometri, Jonas Vingegaard e Giulio Pellizzari hanno offerto un assaggio di spettacolo: i due, attaccando con decisione, hanno provato a scardinare la logica di un arrivo di gruppo, costringendo gli inseguitori a un lavoro forsennato per riportarsi sotto. Alla fine, però, è stata la potenza dello sprint di Silva a parlare più alto, regalandogli la prima maglia rosa della carriera.

La classifica e uno scenario già acceso per le tappe balcaniche

Con questo successo, dunque, Guillermo Thomas Silva si è insediato al comando della classifica generale del Giro d’Italia 109, indossando la prestigiosa maglia rosa dopo una tappa che – oltre alla pioggia e alle cadute – ha confermato l’aggressività di molti big in un avvio di corsa tutt’altro che di semplice controllo. Stork, secondo al traguardo, si candida a sorpresa per un posto di rilievo nella graduatoria, mentre Ciccone, terzo, incassa secondi preziosi in ottica di una classifica che resta ancora tutta da scrivere. Il gruppo, nel frattempo, ha lasciato alle spalle la Bulgaria, ma le condizioni meteo incerte e la memoria delle due grandi cadute in due sole tappe (quella di Moschetti e quella nei pressi dell’arrivo di Veliko Tarnovo) restano elementi oggettivi con cui la corsa dovrà fare i conti nei prossimi giorni. Nessuna speculazione su possibili sviluppi, peraltro: il Giro, come dimostrano questi primi 221 chilometri, parla già un linguaggio chiaro, fatto di polvere, asfalto bagnato, poltrone di classifica conquistate a suon di gambe e di cadute che, purtroppo, segnano sempre il percorso.

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