Petrolio, il Brent supera i 100 dollari. Borse, Milano perde quasi il 3%. L'effetto degli attacchi degli Houthi contro le petroliere saudite nel Mar Rosso
Il Brent corre e supera i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio spinto dalle minacce e dagli attacchi in Medio Oriente, che stanno spingendo al rialzo le quotazioni petrolifere. A sostenere i prezzi sono state le nuove tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dopo gli attacchi contro petroliere nelle acque vicine all'Arabia Saudita e le minacce di ulteriori azioni militari tra Stati Uniti e Iran. (Il Messaggero)
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Il Brent europeo ha toccato i 100 dollari, 99,7 in questo momento, il 6% in più rispetto a ieri per via dell'acuirsi delle tensioni in Medio Oriente. Oltre che sulla Bce che come atteso non ha toccato i tassi - perché è un'altra giornata di prezzi in deciso aumento. (RaiNews)
Piazza Affari in netto rosso (-2%) giovedì assieme alle borse europee, mentre sui mercati torna la paura. Il nuovo fronte aperto in Medio Oriente, con gli attacchi degli Houthi a due petroliere saudite nel Mar Rosso, spinge il greggio ai massimi delle ultime settimane e riaccende il timore di un ritorno dell’inflazione. (Milano Finanza)
Da un lato il greggio così come viene estratto dal suolo, dall’altro i prodotti derivati da questo che entrano nei serbatoi di veicoli, navi, aerei. C’è una discrepanza nel mercato mondiale del petrolio ed è destinata a diventare uno dei fattori geopolitici rilevanti nei prossimi mesi. (Corriere della Sera)
I timori di un'escalation del conflitto e di una possibile risposta degli Stati Uniti hanno spinto i prezzi delle materie prime ai massimi degli ultimi mesi, indebolendo al contempo il dollaro. Il primo attacco diretto dei militanti Houthi sostenuti dall'Iran contro petroliere saudite nella regione del Mar Rosso ha provocato un'immediata reazione dei mercati finanziari. (XTB.com)
In collaborazione con Rainews riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. Giovedì 23 luglio 2026 (agenziagiornalisticaopinione.it)
«Il problema non è soltanto il petrolio: questa volta rischia di fermarsi una parte della catena delle materie prime mondiali". A dirlo a MF-Milano Finanza è Alessandro Lanza, direttore esecutivo della Fondazione Eni Enrico Mattei e docente di Energy and Environmental Policy alla Luiss, uno dei maggiori esperti italiani di economia dell’energia. (Milano Finanza)