Fernando Alonso domina le libere a Singapore, Ferrari subito dietro
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Redazione Sport
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Sotto una cappa d’umidità che sfiorava il 78 per cento e con una temperatura percepita ben oltre i trentaquattro gradi, il tracciato cittadino di Marina Bay ha ripreso vita per il consueto, sofisticato rituale delle prove libere. È stato Fernando Alonso, inaspettato signore della serata, a imporre la sua legge nella prima sessione di prove, chiudendo con un netto 1’31”116 che ha rappresentato il miglior tempo assoluto. L’asturiano, il cui Aston Martin non aveva finora mostrato picchi di competitività così evidenti nella stagione in corso, ha scavato un solco di centocinquanta millesimi sulla Ferrari di Charles Leclerc, piazzatasi in seconda posizione dopo aver a lungo guidato la classifica.
Una Ferrari competitiva e la strategia di Hamilton
La sessione, che si è sviluppata senza intoppi rilevanti nonostante l’insidiosa natura del circuito, ha visto il pilota monegasco essere tra coloro che hanno completato il maggior numero di giri, un chiaro segnale della ricerca della massima confidenza con un tracciato dove ogni centimetro è delimitato da barriere. La scuderia di Maranello, dal canto suo, ha presentato due vetture con configurazioni leggermente differenti, come nel caso di Lewis Hamilton che ha sperimentato un’ala anteriore con un carico aerodinamico superiore. Una scelta che non ha impedito all’inglese di piazzarsi in quarta posizione, a poco più di tre decimi dal compagno di squadra, dimostrando una base di competitività che lascia ben sperare per le fasi successive del weekend.
L'approccio cauto della McLaren e la Red Bull di Verstappen
Completamente diversa, invece, la strategia adottata dalla McLaren, la quale ha preferito un approccio più cauto, accumulando dati piuttosto che cercare la performance pura in questa fase iniziale. In terza posizione, staccato di duecentosettantasei millesimi dalla vetta, si è piazzato Max Verstappen, reduce da una serie di successi e che, nonostante il distacco, rimane l’avversario da battere per il titolo mondiale. Il suo tempo, seppur non al livello dei migliori, indica una Red Bull comunque pericolosa e in grado di lottare per le posizioni di vertice una volta innescate le dinamiche della gara.
Conclusioni: solo un primo assaggio
L’esito di queste libere, se da un lato proietta Alonso in una luce inattesa, non deve tuttavia trarre in inganno: si tratta soltanto del primo assaggio, utile per le squadre per raccogliere informazioni preziose sulle mescole delle gomme e sul degrado in condizioni estreme. Molti di loro, compreso lo spagnolo, sanno bene che il vero valore di queste rilevazioni emergerà soltanto domani, quando le luci del qualifying accenderanno la sfida per la pole position.




