Putin: "Il riarmo della Nato non è una minaccia", ma l’offensiva rusa avanza nel Donbass

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la guerra in Ucraina raggiunge il suo 1.213° giorno, Vladimir Putin ha dichiarato che il riarmo della Nato non rappresenta una minaccia per la Russia, ribadendo tuttavia la necessità di un nuovo assetto europeo che garantisca la sicurezza di Mosca. Le parole del presidente russo, pronunciate a margine del forum economico di San Pietroburgo, sembrano aprire alla diplomazia, ma i fatti sul terreno raccontano una storia diversa. L’esercito russo, infatti, continua a guadagnare terreno nell’Ucraina orientale, annunciando giovedì la conquista di Novomykolaivka, nell’oblast di Donetsk.

Nonostante i colloqui tenuti a Istanbul, i negoziati restano bloccati, con Kiev e Mosca inchiodate alle rispettive posizioni. Putin ha affermato di essere disposto a incontrare Volodymyr Zelensky, ma solo nella fase finale dei colloqui, aggiungendo però un caveat significativo: "La domanda è chi firmerà l’accordo". Un chiaro riferimento alla legittimità del presidente ucraino, il cui mandato è tecnicamente scaduto nel maggio 2024 senza che si potessero tenere elezioni a causa della legge marziale.

Intanto, mentre l’attenzione globale è rivolta soprattutto al Medio Oriente, la Russia prosegue la sua offensiva, approfittando di un contesto internazionale meno vigile. I bombardamenti sulle città ucraine non accennano a diminuire, e l’avanzata russa, seppur lenta, continua a erodere il territorio controllato da Kiev. Novomykolaivka è solo l’ultimo di una serie di villaggi caduti sotto il controllo di Mosca, in una guerra che ormai sembra aver assunto i contorni di un logorante conflitto di posizione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.