Rottamazione-quinquies, il governo prepara la nuova stretta sui debiti con il fisco
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Redazione Economia
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La questione di come sanare i debiti con l’erario, un dilemma che attanaglia una fetta consistente di contribuenti e imprese, torna al centro del dibattito per la prossima manovra finanziaria. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, del resto, ha ripetuto più volte che la coperta delle risorse è corta, imponendo di rispettare il parametro del rapporto deficit-Pil al 3% e, di conseguenza, una gestione oculata della spesa pubblica. È in questo contesto di rigore, fortemente voluto dalla Lega, che si inserisce il lavoro per definire i dettagli della cosiddetta rottamazione-quinquies, uno strumento che – sebbene presenti condizioni più accessibili per alcuni versi – innalza paletti ben più rigidi rispetto al passato per contenere i costi e rendere la misura politicamente digeribile.
Le caratteristiche della nuova misura
Il provvedimento, che dovrebbe interessare i crediti ceduti alla riscossione entro il 2023 – con l’ipotesi, ancora al vaglio, di includere l’intero 2024 – consentirebbe l’estinzione del debito principale senza dover corrispondere il pagamento di sanzioni e interessi, un elemento che, da solo, fa prospettare un risparmio che in molti casi può arrivare fino alla metà della somma originariamente dovuta. A differenza delle edizioni precedenti, le quali prevedevano tempistiche più ristrette, questa quinta versione della rottamazione si articolerebbe su un arco temporale di otto anni, un lasso di tempo che renderebbe le rate mensili più contenute e quindi più sostenibili per chi si trova in difficoltà. Tuttavia, proprio per limitarne l’impatto sul bilancio statale, si pensa di introdurre un importo minimo per ogni singola rata, un accorgimento tecnico che mira a scongiurare un eccessivo dilazionamento dei versamenti.
Il percorso di approvazione e le condizioni di accesso
I vari Ministeri coinvolti sono già al lavoro sulle bozze del provvedimento, che dovrà essere inserito nella legge di Bilancio e approvato entro la fine dell’anno. La misura, che si propone di azzerare una mole significativa di cartelle esattoriali a partire da gennaio, non sarà però una strada aperta a tutti indiscriminatamente. Le condizioni di accesso, infatti, saranno selettive e mirate a escludere situazioni di abuso o mala fede, concentrandosi su quei casi in cui l’inadempienza non sia derivata da una volontà elusiva. Si tratta di un equilibrio delicato, che il governo sta cercando di trovare tra l’esigenza di agevolare chi ha accumulato debiti in buona fede e la necessità di non privare le casse pubbliche di entrate certe.
Uno sguardo all’impianto generale
L’architettura della rottamazione-quinquies, per come emerge dalle discussioni in corso, sembra dunque voler coniugare una maggiore facilità di adesione, garantita dalla rateizzazione pluriennale, con un controllo più stringente sui beneficiari e sulle modalità di pagamento. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire una soluzione strutturata e di lungo periodo, che eviti il ripetersi di situazioni di sovraindebitamento e allo stesso tempo preservi il gettito fiscale. Una guida aggiornata per i contribuenti, basata su documenti parlamentari e analisi di diritto tributario, sarà essenziale per districarsi tra le novità e valutare l’opportunità di aderire a un’iniziativa che, pur presentando ostacoli, rappresenta per molti l’unica via d’uscita.




