Chivu difende Martinez e si prende i tre punti: «Non è un problema, non lo sarà mai»

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Triplice fischio al Meazza, l'Inter batte l'Udinese 5-3 al termine di una partita che ha messo in fila emozioni su emozioni. Cristian Chivu si presenta in conferenza stampa con l'aria di chi ha appena visto la sua squadra andare sotto di due gol in sedici minuti e poi rialzarsi con una rimonta che vale il quarto successo su quattro in campionato. «Tre punti, che sono la cosa più importante, mi prendo quello», esordisce il tecnico nerazzurro. «Non sono preoccupato per niente, sapevamo che la Champions e una settimana impegnativa come l'ultima potesse toglierci qualcosa».

La partita: poca energia e poi l'orgoglio

Chivu non nasconde le difficoltà dei primi minuti, quando l'Udinese ha trovato il doppio vantaggio sfruttando le disattenzioni nerazzurre. «Nei primi 25 minuti avevamo poca energia e loro sono stati bravi nello sfruttare la nostra leggerezza, poi abbiamo reagito, siamo stati in gara, in fiducia, con orgoglio nei momenti di difficoltà», racconta l'allenatore, che si assume anche una parte di responsabilità: «Forse non sono riuscito a trasmettere in questa settimana, ma un po' me l'aspettavo perché la Champions ti prosciuga energie».

Il riferimento è alla settimana appena trascorsa, con l'impegno europeo contro il Real Madrid che ha lasciato scorie fisiche e mentali. «Siamo partiti senza anima e mi preoccupa di più quello che non sono riuscito a trasmettere in settimana», ammette. «Ma questa squadra ha nel DNA l'orgoglio».

I gol subiti e il caso portiere

Sei reti incassate nelle ultime tre partite, tra Napoli, Real e Udinese, sono un dato che Chivu non liquida con leggerezza. «Se non fossi preoccupato non sarei un allenatore», dice. «Se analizzo il dettaglio dei gol presi sono 6 per errori individuali, ma quello si corregge a livello di concentrazione e responsabilità. A me piace attaccare, portiamo tanti uomini in avanti e qualche rischio ce lo prendiamo». Il tema portiere, però, è quello che accende di più la sala stampa.

Josep Martinez è finito nel mirino dopo le prestazioni contro il Real Madrid e l'Udinese, ma Chivu non ci sta. «L'anno scorso il problema era Sommer e l'avete fatto notare subito, quest'anno cominciamo già a sparare su Martinez. Lui e Provedel danno un contributo e finché si batterà su questa cosa, mi dispiace anche dirlo, lo difenderò alla morte», ha detto, aggiungendo: «Vi chiederei gentilmente di non fare tutte le settimane notizie e titoli sui problemi dei nostri portieri. Non abbiamo problemi o stiamo cercando di migliorare quelli che abbiamo».

Poi il siparietto finale, con il tecnico che sorride e detta lui stesso il titolo: «Ripeto il titolo: Pepo Martinez non è un problema e non lo sarà mai».

Calhanoglu e Stones, le condizioni

La serata non ha portato solo buone notizie. Hakan Calhanoglu è rimasto fuori per un risentimento all'adduttore accusato in rifinitura, mentre John Stones ha chiesto il cambio per un problema al flessore. «Non so come sta perché non ha fatto ancora accertamenti. Li farà domani e diremo cos'ha», spiega Chivu sul turco. «Ha avuto un risentimento all'adduttore, speravamo non fosse niente, ma continuava ad avere dolore e abbiamo deciso di lasciarlo fuori». Sul difensore: «Probabilmente serviranno accertamenti. Ha sentito qualcosa al flessore».

Entrambi restano in attesa di valutazioni che chiariranno l'entità dei problemi a pochi giorni dalla trasferta dell'Olimpico contro la Roma, in programma sabato alle 18.

La classifica e i prossimi impegni

Con questa vittoria l'Inter sale a 12 punti in vetta alla classifica insieme alla Roma, infiammando ancora di più lo scontro diretto di sabato allo Stadio Olimpico. Chivu, però, non si sbilancia: «Ovvio che Roma-Inter è importante prima della sosta. Non dico che lavoreremo nella sosta perché ho visto le liste e mi rimangono praticamente 3 giocatori. Si va avanti così, cercando di migliorare sempre».

Il tecnico torna poi sulla prestazione dei singoli, soffermandosi su chi ha trovato spazio: «Oggi ho visto Mkhitaryan dal primo minuto, Stones dall'inizio, Bonny felice, Stankovic contento di avere qualche minuto. Sono preoccupato di quello che non sono riuscito a dare a Sucic, a Bisseck. Il club ha messo a disposizione una rosa importante che mi mette in difficoltà, io devo scegliere bene».

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