Unicredit accelera su Commerzbank, ma la Germania alza la diga

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre a casa viene frenata dal veto del governo Meloni su Banco Bpm, la strategia espansiva di Unicredit non conosce battute d'arresto in territorio tedesco. L'istituto guidato da Andrea Orcel, infatti, ha appena consolidato la sua presenza nel capitale del secondo colosso creditizio della Germania, Commerzbank, portando la propria quota effettiva dal 20 al 26 per cento. L'operazione, tecnicamente, è stata condotta convertendo un'ulteriore tranche di derivati – precisamente un altro 6% – in azioni fisiche, dimostrando una linea d'azione tanto determinata quanto metodica.

Questa mossa, peraltro già annunciata nello scorso mese di luglio, rappresenta soltanto una tappa intermedia di un percorso già tracciato. La banca di Piazza Gae Aulenti, la cui nota ufficiale ha cercato di adoperare un certo garbo istituzionale, ha infatti precisato che «la restante posizione ”sintetica” verrà convertita in azioni fisiche a tempo debito». Ciò significa che, entro la fine dell'anno, Unicredit è pronta a trasformare anche il residuo pacchetto per assestarsi a possedere quasi il 29% del capitale, una soglia che si colloca appena al di sotto di quella che scatenerebbe un'offerta pubblica di acquisto obbligatoria e per la quale ha già ottenuto il via libera dalla Banca Centrale Europea.

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