Puglia, il centrodestra si defila mentre Emiliano prepara le ultime nomine
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Redazione Interno
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Mentre Michele Emiliano, governatore uscente, è pronto a effettuare le ultime nomine di alto profilo, scegliendo i cinque direttori generali delle Asl prima che il voto di domenica e lunedì assegni la regione al suo successore, il centrodestra appare rassegnato a un esito elettorale negativo, che affronta senza eccessivi drammi. Una disposizione d'animo, la sua, che traspare con chiarezza dall'assenza ai confronti televisivi, come quello a cui ha invece preso parte Antonio Decaro, il candidato del centrosinistra dato per favorito. "Arriverò sicuramente tra i primi due", ha ironizzato il candidato del centrodestra Luigi Lobuono, all'uscita di uno di quei dibattiti a cui la sua coalizione, complessivamente, si sottrae, in una frase che racchiude il clima di un'aspettativa largamente diffusa.
Il Partito Democratico tra unità di facciata e anime distinte
Sul fronte opposto, quello che dovrebbe celebrare il proprio vantaggio nei sondaggi, il Partito Democratico conduce una campagna il cui mantra, ripetuto per esorcizzare il rischio di fratture, è quello dell'essere "testardamente unitari", un ritornello che la segretaria nazionale Elly Schlein ripropone con insistenza, goccia su goccia. Quel credo, tuttavia, in Puglia viene spesso interpretato in modo piuttosto libero, poiché il partito si articola in almeno tre anime distinte, ciascuna con le proprie referenze: c'è il Pd dei fedelissimi di Decaro, quello dell'area di Emiliano e, infine, i dem riconducibili alla stessa Schlein e al capogruppo in Senato Francesco Boccia, in un mosaico di correnti che l'apparente compattezza della coalizione cerca di tenere insieme.
La geografia del voto e i candidati in campo
Quattro sono gli aspiranti presidenti di Regione, supportati da tredici liste, per un totale di 580 candidati che si contenderanno i cinquanta seggi del Consiglio regionale pugliese. Il centrosinistra, con Antonio Decaro candidato presidente, ha presentato sei liste, che comprendono, oltre al Pd, il Movimento 5 Stelle, Avs – che riunisce Sinistra Italiana ed Europa Verde – e le liste civiche "Per", "Decaro presidente" e "Popolari per Decaro", schierando in totale 294 candidati. Una compagine ampia, la sua, che punta a racchiudere un elettorato il più possibile variegato.
Il profilo di Sabino Mangano e la sfida civica
Tra i contendenti, Sabino Mangano guida Alleanza Civica per la Puglia, una formazione nata dall'unione tra le realtà civiche Marziani per la Puglia – di cui è coordinatore – e Next Italia, la quale candida soltanto esponenti della società civile e non politici di professione. Mangano, già consigliere comunale pentastellato a Bari in passato, dove svolse la funzione di portavoce, aveva partecipato alle elezioni per il sindaco del capoluogo lo scorso anno con il movimento Oltre e alle regionali del 2020, costruendo un profilo che si propone come alternativo ai partiti tradizionali.




