Indagine su presunto dossieraggio in Italia: una questione di privacy
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Redazione Interno
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La presidente del Consiglio ha recentemente commentato l'indagine di Perugia sul presunto dossieraggio, un'operazione che ha coinvolto politici e personaggi dello spettacolo. Ha espresso preoccupazione per la gravità dell'evento, sottolineando che la libertà di stampa non giustifica tali azioni.
Il punto di vista della presidente del Consiglio
La presidente del Consiglio ha definito la situazione come "gravissima". Ha sottolineato che è inaccettabile che funzionari dello Stato abbiano violato la legge, effettuando verifiche su cittadini a loro piacimento e poi passando queste informazioni alla stampa. Ha annunciato che le audizioni dei procuratori coinvolti nell'indagine saranno ascoltate dalla commissione Antimafia.
L'inchiesta di Perugia
L'inchiesta di Perugia ha rivelato che ci sono stati circa 800 accessi abusivi a banche dati riservate da chi era in servizio alla procura nazionale antimafia. Questi accessi hanno coinvolto nomi del mondo delle istituzioni, del governo attuale e passato, dell'economia e dello sport, nonché personaggi dello spettacolo e individui legati a vicende giudiziarie.
Il commento del ministro della Giustizia
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha definito la situazione come "estremamente grave". Ha sottolineato che il diritto alla privacy, garantito dall'articolo 15 della Costituzione italiana, è diventato una sorta di "aspirazione metafisica". Ha evitato di esprimere ulteriori commenti, citando l'inchiesta in corso.




