Bagnaia e il crollo inspiegabile a Mandalika dopo il trionfo in Giappone
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Redazione Sport
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Sette giorni separano l'apice dal baratro per Francesco Bagnaia. Dopo una prestazione quasi perfetta a Motegi, dove ha conquistato la pole e vinto entrambe le gare, il pilota della Ducati Factory è sprofondato in una crisa profonda nel Gran Premio d'Indonesia. Il circuito di Mandalika ha restituito un'immagine spettrale del campione, culminata con un ultimo posto nella gara sprint.
Un risultato inaccettabile e senza spiegazioni
L'ultima posizione, con un distacco di ventisei secondi dal vincitore e tredici dal penultimo, va oltre un semplice risultato tecnico deficitario. Bagnaia ha definito l'accaduto "inaccettabile" e "inspiegabile". Le sue parole, piene di frustrazione, rivelano un'assenza totale di feeling con la moto, una sensazione che lo riporta ai problemi tecnici che sembravano superati prima del test di Misano.
La perdita del feeling e il contrasto con Motegi
"Io non sto guidando la mia moto", ha affermato Bagnaia, sottolineando la scomparsa di quel legame simbiotico e di quel controllo assoluto che lo avevano caratterizzato in Giappone. Il riferimento al suo dominio "alla Bezzecchi" a Motegi rende ancor più amaro il confronto con le sensazioni provate a Mandalika, dove la moto non ha risposto ai suoi comandi.
Un enigma tecnico da risolvere
L'elemento più destabilizzante è il vuoto di spiegazioni che circonda questa improvvisa involuzione. L'assenza di un nesso logico chiaro tra il trionfo di una settimana fa e il collasso di oggi grava sull'equilibrio del pilota. La quadra tecnica, che sembrava consolidata, è svanita, riportando in superficie criticità che si credevano superate e lasciando tutto il team davanti a un enigma senza soluzioni immediate.




