Scade il 30 settembre il termine per il concordato preventivo biennale 2025/2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate ha avviato, attraverso l’invio di comunicazioni personali nel Cassetto Fiscale, una campagna di sollecito per l’adesione al concordato preventivo biennale, il cui termine, prorogato al 30 settembre dal decreto correttivo n. 81 del 2025, rappresenta l’ultima opportunità per regolarizzare la propria posizione per il prossimo biennio. Possono accedere al regime, come noto, i contribuenti titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo che siano soggetti al regime degli studi di settore, mentre ne sono esclusi i cosiddetti soggetti forfetari.

Le lettere inviate dall’amministrazione finanziaria contengono, oltre alle istruzioni per aderire, anche il calcolo dei costi per usufruire contestualmente del cosiddetto ravvedimento speciale, che consente di sanare volontariamente le irregolarità degli anni dal 2019 al 2023. Questo strumento, che si affianca al concordato, offre una chance di emersione per chi deve mettersi in regola con periodi d’imposta già trascorsi.

Alle novità introdotte dalla norma, che hanno modificato non poco l’assetto del concordato, i contribuenti sono chiamati a prestare massima attenzione. Tra queste, spicca l’inserimento di un termine iniziale per il versamento dell’imposta sostitutiva, fissato al 1° gennaio 2026, con la conseguenza che la protezione dagli accertamenti fiscali decorrerà da tale data e non dall’adesione. A ciò si aggiunge una sensibile riduzione del numero di rate, scese da ventiquattro a sole dieci, fattore che incide notevolmente sulla pianificazione dei flussi di cassa.

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