Grandine sulle Marche, le casette post-sisma danneggiate: “un dramma nel dramma”. Sessanta feriti a San Benedetto del Tronto
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Redazione Interno
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L’ondata di maltempo che si è abbattuta sulle Marche nella serata di martedì 21 luglio ha lasciato una scia di devastazione, colpendo con particolare violenza le aree già segnate dal terremoto del 2016. La supercella temporalesca, dopo aver imperversato sulla costa, si è addentrata nell’entroterra maceratese, scaricando una grandinata di eccezionale intensità sulle Soluzioni abitative d’emergenza (SAE) di Pieve Torina, andando a danneggiare quei tetti che avevano resistito a tutto, tranne che a questa furia della natura.
Un dramma nel dramma nelle SAE di Pieve Torina
A fare i conti con i danni sono, tra gli altri, Flavia Dolciotti e Giuseppe Seccacini, residenti nella frazione Appennino di Pieve Torina dal 2016. “Le casette, in questi anni, hanno resistito alla neve e a qualsiasi evento – hanno raccontato all’ANSA – La grandine di ieri è stato un evento inaspettato a cui non eravamo preparati. È un dramma nel dramma”. I grossi chicchi, descritti come grandi quanto albicocche, hanno bucato il tetto della loro abitazione, provocando infiltrazioni d’acqua già dalle prime ore del mattino.
La precarietà della situazione è resa ancora più evidente dalla preoccupazione per il futuro: “Qui d’inverno nevica, non possiamo rischiare di rimanere con i buchi nel tetto”. Un vicino, Roberto Braghetti, si è già attivato per una riparazione provvisoria in attesa dell’intervento della ditta incaricata dal Comune, a dimostrazione della solitudine in cui spesso si trovano ad agire i cittadini di fronte a queste emergenze.
Il bilancio dei feriti e la conta dei danni a San Benedetto del Tronto
Mentre nell'entroterra si piangevano i danni alle case, sulla costa la furia del maltempo si è trasformata in un'emergenza sanitaria. A San Benedetto del Tronto, la grandinata ha causato il caos, con sessanta persone medicate al pronto soccorso dell'ospedale Madonna del Soccorso per ferite provocate dai chicchi di ghiaccio. Il sindaco Nicola Mozzoni, presente in ospedale insieme ai responsabili della Protezione civile, ha voluto rassicurare la cittadinanza: “Non ci sono stati feriti gravi né codici rossi. E questo, davanti a un evento di questa portata, è ciò che conta di più”.
I danni, però, restano ingenti e coinvolgono centinaia di automobili, con parabrezza e lunotti in frantumi, e molte attività commerciali. Il primo cittadino ha già annunciato l'avvio delle procedure per richiedere lo stato di emergenza alla Regione Marche, al fine di ottenere i fondi necessari per il ripristino della normalità e per assistere famiglie e imprese.
Le istituzioni si mobilitano per la conta dei danni
L’intervento delle istituzioni è stato immediato, seppur reso complesso dall’estensione dei danni. Il sindaco di Pieve Torina e presidente della Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci, ha dichiarato che le aree SAE sono state letteralmente “devastate” da un evento “mai visto, mai registrato e a cui non siamo abituati”. Secondo una prima ricognizione, sono circa settanta le persone coinvolte nelle frazioni di Appennino e Casavecchia, dove le coperture delle abitazioni non hanno retto all'impatto.
L’obiettivo dell'amministrazione è quello di garantire interventi tempestivi per la messa in sicurezza dei tetti, per evitare che i residenti, già provati dal sisma, debbano essere nuovamente evacuati. Parallelamente, anche il sindaco di San Benedetto del Tronto, Alessandro Rocchi, ha invitato i cittadini a documentare fotograficamente i danni subiti e a conservare le ricevute delle spese, in attesa delle disposizioni regionali per la richiesta di risarcimenti.
Auto distrutte e il costo delle riparazioni
La grandine non ha risparmiato i mezzi di trasporto, con un impatto economico che si preannuncia pesantissimo per i cittadini. Nella zona delle SAE, come racconta Flavia Dolciotti, “non ci sono garage o tettoie, le lasciamo fuori e speriamo bene”. A San Benedetto, i carrozzieri sono stati presi d'assalto fin dalle prime luci dell’alba per riparare le centinaia di auto colpite. Secondo una stima di Federcarrozzieri, i costi per riparare un veicolo danneggiato dalla grandine possono partire da circa 900 euro per i casi meno gravi, fino a raggiungere i 10.
000 euro quando sono compromessi carrozzeria e cristalli di auto di grandi dimensioni. L’associazione ha lanciato l’allarme anche sulla copertura assicurativa, sottolineando come meno di due auto su dieci in Italia siano protette da una polizza contro gli eventi atmosferici estremi, lasciando molti automobilisti a dover far fronte da soli a spese ingenti.




