Suzuki, cinquant’anni di motori marini e non solo: la festa a Genova
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Redazione Economia
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Suzuki Italia sceglie Genova, e il Salone Nautico, per celebrare un traguardo che vale mezzo secolo di presenza nel nostro Paese. La filiale tricolore, nata ufficialmente il 23 giugno 1976, spegne cinquanta candeline in una cornice che non potrebbe essere più appropriata: quella della capitale della blue economy, dove il marchio giapponese porta da sempre i suoi fuoribordo.
La storia, però, affonda le radici ancora più indietro, nel 1970, quando la SAIAD (Suzuki Articles Import And Distribution) aveva iniziato a distribuire le motociclette del marchio di Hamamatsu sul mercato italiano, con modelli come la Titan 500 e la GT750.
Tre anime, un unico percorso
Perché Suzuki non è soltanto auto. È moto, è motori marini, è un tris che in Italia ha saputo costruirsi un’identità precisa, fatta di prodotti concreti e di innovazione mai ostentata. A ripercorrere le tappe di questa avventura è intervenuto il presidente di Suzuki Italia, Massimo Nalli, che alla festa genovese ha voluto sottolineare come l’azienda abbia «percorso tanta strada, ma sempre all’insegna dei piccoli passi e con massima cautela, come insegna la filosofia giapponese».
Un approccio pragmatico che affonda le radici nella filosofia Sho-Sho-Kei-Tan-Bi, nata negli stabilimenti Suzuki per eliminare gli sprechi produttivi e diventata nel tempo un vero e proprio criterio di progettazione, richiamando i concetti di più piccolo, meno numeroso, più leggero, minimale e bello.
La filiale italiana, guidata da Nalli dal 2009, ha saputo trasformare questa filosofia in una presenza articolata, capace di attraversare epoche e mode senza mai perdere di vista le esigenze delle persone. E il Salone Nautico di Genova, con la sua esposizione che spazia dai motori portatili da 2,5 cavalli fino al top di gamma DF350AMD, rappresenta il momento ideale per tracciare un bilancio di questi cinquant’anni.
Nello stand allestito al Waterfront di Levante trovano spazio sette tender Suzukino, le tecnologie dedicate alla propulsione e alla gestione di bordo, gli strumenti Raymarine integrati e sette imbarcazioni disponibili per le prove in acqua.
Le origini: dalle due ruote alle quattro, passando per il mare
Il legame tra Suzuki e l’Italia comincia dunque dalle motociclette, ma è il 23 giugno 1976 il momento che segna il passaggio decisivo: nasce Suzuki Italia, che assume la distribuzione diretta dei prodotti del marchio. Nello stesso periodo entra in scena anche il terzo ramo dell’attività, quello Marine, con i fuoribordo DT a due tempi.
Gli anni Ottanta segnano l’allargamento della presenza: nel 1981 arriva la GSX1100 Katana, destinata a diventare un’icona del design motociclistico, e nello stesso anno Marco Lucchinelli conquista con Suzuki il Mondiale della classe 500, seguito nel 1982 da Franco Uncini. Sul fronte automobilistico, il 1982 è l’anno dell’ingresso nel mercato italiano attraverso Autexpò, con i primi fuoristrada 4x4 come LJ80, SJ410 e SJ413, preparando il terreno al Samurai, ribattezzato affettuosamente “Suzukino” dagli automobilisti italiani.
Il 1985 debutta la GSX-R750, supersportiva che ha segnato una nuova era nel motociclismo sportivo, mentre nel 1988 arriva la prima generazione di Vitara, modello che Suzuki definisce una leggenda fin dal suo esordio.
Nel 1995 la distribuzione delle auto passa direttamente a Suzuki Italia, e il decennio successivo tiene insieme mondi molto diversi: nel 1999 arriva la GSX-1300R Hayabusa, capace di superare i 312 km/h, portando le prestazioni delle moto di serie oltre la soglia dei 300 all’ora, e nello stesso anno debutta in Italia il Jimny, piccolo fuoristrada che raccoglie l’eredità della tradizione Suzuki.
L’era dell’elettrificazione e le sfide del presente
Il nuovo millennio porta altri modelli importanti, come la Ignis, descritta da Suzuki come il primo vero compact city SUV, e nel 2004 segna l’inizio della fase “Renaissance”, un percorso di rinnovamento che porta la Casa di Hamamatsu a guardare all’Europa anche come fonte di ispirazione per lo sviluppo dei propri prodotti. Nel 2006 arriva SX4, il primo crossover del marchio, mentre dal 2009 l’Italia ospita il primo e unico Centro Stile Europeo Suzuki, a Torino.
È negli ultimi dieci anni che entra in scena un’altra trasformazione. La Baleno Hybrid inaugura nel 2016 il percorso di elettrificazione, seguito da Swift, Vitara e S-Cross, mentre nel 2025 debutta eVITARA, prima automobile 100% elettrica del marchio. In parallelo continuano moto e motori marini, tre anime che Suzuki Italia porta con sé da mezzo secolo.
E proprio sul fronte marino, Nalli ha voluto sottolineare lo stato di salute del settore: «Il mercato dei motori fuoribordo è un mercato in buona salute», ha dichiarato a margine della kermesse genovese, aggiungendo che l’Italia resta il primo mercato europeo per numero di fuoribordo, con circa 20.000 motori venduti ogni anno. Il presidente ha inoltre anticipato l’arrivo di un grande motore, ancora più potente del massimo attualmente in gamma, che è un 350 cavalli.
«Da Suzuki il pubblico si aspetta sempre un motore affidabile ed è quello che daremo, anche perché in mare l’affidabilità è un valore concreto», ha concluso Nalli.
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