Bagnaia: «Più che avvicinarmi io alle altre Ducati, sono loro che si sono avvicinate a me»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Francesco Bagnaia ha chiuso il Gran Premio d'Austria in settima posizione, un piazzamento che assume un peso specifico notevole se letto alla luce delle tre gare precedenti, concluse senza raccogliere nemmeno un punto. Il pilota piemontese della Ducati, al termine della gara andata in scena sul tracciato Red Bull Ring di Spielberg, ha analizzato una domenica complicata ma per certi versi incoraggiante, segnata da un problema ai freni che lo ha accompagnato per buona parte dei giri finali e da una mancanza di grip che ha condizionato le sue prestazioni.

La classifica finale lo ha visto guadagnare una posizione dopo la penalità di tre secondi inflitta a Fermin Aldeguer, arrivato davanti a lui al traguardo ma poi retrocesso per un contatto avvenuto durante la corsa.

L'analisi della gara e il problema ai freni

«È stata una buona gara sicuramente viste le condizioni, visto tutto quanto, e il trascorso delle ultime tre gare», ha spiegato Bagnaia ai giornalisti presenti nel paddock austriaco. Il riferimento è a un avvio di stagione post-pausa estiva decisamente difficile, con tre domeniche consecutive concluse fuori dalla zona punti, un digiuno che pesava come un macigno sul morale e sulle ambizioni del pilota.

«Non è stato facile perché oggi le condizioni probabilmente erano un po' diverse, non riuscivamo a trazionare e soprattutto abbiamo perso veramente tanto grip», ha aggiunto, delineando un quadro tecnico tutt'altro che semplice. A complicare ulteriormente la situazione, un problema ai freni manifestatosi verso il sesto o settimo giro, che lo ha costretto a gestire la moto con maggiore attenzione nelle staccate: «Essendoci già passato, sono riuscito a reagire bene o male in un modo corretto e sono riuscito a portare alla fine la moto».

Un inconveniente che ha riguardato anche Marc Marquez, compagno di marca, a conferma di una sofferenza diffusa delle Desmosedici GP su questo specifico tracciato.

La classifica e il quadro del Mondiale

La domenica austriaca ha visto il trionfo di Pedro Acosta, al primo successo in carriera nella classe regina dopo quindici podi conquistati senza mai riuscire a salire sul gradino più alto. Il pilota spagnolo della KTM ha preceduto Jorge Martin e Marco Bezzecchi, con Ai Ogura quarto e Marc Marquez quinto. Proprio Martin, con il secondo posto odierno, ha consolidato la propria leadership in campionato: lo spagnolo dell'Aprilia comanda la classifica con 306 punti, dodici in più del campione in carica Marquez, fermo a 294.

Bezzecchi segue a 264, mentre Acosta, grazie alla vittoria, sale a 234 e si inserisce prepotentemente nella lotta per le posizioni di vertice. Bagnaia, con i nove punti conquistati a Spielberg, sale a quota 156, un bottino che lo colloca in nona posizione assoluta, a 150 lunghezze dalla vetta.

La questione delle gomme e il calo delle Ducati

Uno dei temi tecnici emersi nel fine settimana austriaco riguarda le prestazioni delle Ducati, apparse meno competitive del solito su una pista storicamente favorevole. «Purtroppo è stata una gara anche abbastanza lenta. Il vincitore è stato fortissimo tutto il weekend, ma il tempo di gara è stato abbastanza lento e noi abbiamo perso molto del nostro potenziale su questa pista», ha osservato Bagnaia, che non ha mancato di sottolineare come le gomme utilizzate fossero le stesse di sempre.

«È un peccato perché le gomme sono rimaste le stesse di sempre qua ed è un peccato non poter riuscire a sfruttare il buono che abbiamo sempre avuto». Il riferimento è alla carcassa Michelin che in passato aveva regalato alla casa di Borgo Panigale prestazioni di rilievo sul tracciato austriaco, dove le Rosse avevano vinto per ben nove volte nell'ultima decade, tre delle quali proprio con Bagnaia.

Il calo di rendimento, secondo il pilota, non sarebbe da attribuire esclusivamente a un passo avanti degli avversari: «Più che avvicinarmi io alle altre Ducati sono loro che si sono avvicinati a me», ha dichiarato, ribaltando una lettura che vedeva il piemontese in rimonta sui compagni di marca. «Alla fine settimo, ottavo, anche nelle scorse gare ero vicino a farlo».

Le prospettive per Acosta e il prosieguo della stagione

Bagnaia si è soffermato anche sulla prestazione di Acosta, definendolo «della nuova generazione quello che va più forte» e prevedendo ulteriori successi per il giovane spagnolo: «Un bel tipo, simpatico, arriverà a fine stagione che ne vincerà altre perché appena ti sblocchi e hai la consapevolezza di poter vincere ti porta a fare un grande step».

Il calendario del Mondiale 2026 prosegue ora con una serie di appuntamenti lontani dall'Europa: il prossimo round è in programma a Motegi, in Giappone, dal 2 al 4 ottobre, seguito dagli appuntamenti di Mandalika, Phillip Island, Sepang, Lusail, Portimao e Valencia, che chiuderà la stagione a fine novembre. Per Bagnaia e la Ducati, l'obiettivo immediato sarà quello di capitalizzare i progressi mostrati in Austria e trovare risposte concrete alle problematiche tecniche emerse, in primis la mancanza di velocità in ingresso e percorrenza che ha caratterizzato l'intero fine settimana.

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