Dichiarazione dei redditi 2026, boom per il 730 semplificato
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Redazione Economia
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La dichiarazione dei redditi 2026 entra nella fase operativa con la possibilità di modificare, integrare oppure accettare direttamente il modello 730 precompilato disponibile online. Dopo la pubblicazione in modalità consultazione dal 30 aprile, i contribuenti possono ora inviare la documentazione via web attraverso il servizio dell’Agenzia delle Entrate. Nelle prime settimane sono stati registrati oltre 4 milioni di accessi e, tra chi ha già scelto il modello dichiarativo, circa l’80% ha optato per il 730 semplificato. La versione semplificata punta su un’interfaccia più intuitiva e su indicazioni formulate con un linguaggio più immediato per accompagnare l’utente durante la compilazione.
L’invio della dichiarazione avviene direttamente dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate tramite autenticazione con SPID, CIE o CNS. Una volta completata la procedura telematica, il sistema rilascia la ricevuta disponibile all’interno del servizio dedicato alla precompilata. Tra i dubbi emersi in questa fase c’è anche quello relativo alla firma del modello 730 precompilato. In particolare, alcuni utenti hanno segnalato la presenza di una “X” nelle pagine che normalmente richiedono la firma, chiedendosi se fosse necessario inserire una sottoscrizione manuale prima dell’invio.
Firma del 730 precompilato e invio online
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la firma autografa del 730 precompilato trasmesso online non è richiesta. La procedura si considera perfezionata con l’accesso autenticato all’area riservata e con l’invio telematico della dichiarazione. Anche nei casi in cui il contribuente abbia effettuato esclusivamente modifiche relative alla destinazione del 2, 5 e 8 per mille, il modello viene validamente presentato attraverso il sistema online senza ulteriori passaggi cartacei. La ricevuta resa disponibile dal servizio della precompilata costituisce infatti la conferma dell’avvenuta trasmissione.
Il 730 semplificato rappresenta uno degli elementi centrali di questa campagna dichiarativa. Il modello è stato pensato per guidare il contribuente con percorsi più lineari e con voci descritte in modo meno tecnico rispetto alle tradizionali sezioni fiscali. L’elevata percentuale di adesioni registrata nelle prime settimane evidenzia un forte utilizzo di questa modalità, che consente di intervenire sui dati già caricati dal Fisco oppure di confermarli senza modifiche quando risultano corretti. La gestione online dell’intera procedura riduce inoltre il ricorso ai moduli cartacei e concentra tutte le operazioni nell’area personale del contribuente.
Quando il modello 730 non deve essere presentato
L’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi non riguarda automaticamente tutti i contribuenti. Le norme fiscali prevedono infatti specifiche ipotesi di esonero che consentono di non presentare il modello 730 o il modello REDDITI. Verificare la propria posizione nei confronti del Fisco diventa quindi essenziale per evitare adempimenti non necessari e per comprendere se si rientra nei casi previsti dalla normativa tributaria. La possibilità di essere esonerati dalla dichiarazione può incidere anche sui tempi e sui costi legati alla gestione degli obblighi fiscali annuali.
L’Agenzia delle Entrate ricorda che il contribuente deve controllare attentamente se sia tenuto a presentare la dichiarazione oppure se possa beneficiare dell’esonero. L’obbligo scatta nel caso in cui siano stati conseguiti redditi nel corso del 2025 e non si rientri nelle condizioni che permettono di evitare la presentazione del modello. La verifica preventiva della propria situazione fiscale assume quindi un ruolo centrale in questa fase della dichiarazione dei redditi 2026, soprattutto mentre aumenta il numero di accessi alla piattaforma della precompilata e cresce l’utilizzo del 730 semplificato.




