Maltempo al Sud e sulle Isole, salgono i danni ma migliora il quadro in Sardegna

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre i venti del ciclone Harry iniziano a placarsi sulla Sardegna, lasciando dietro di sé una scia di fango e preoccupazione, la Calabria e la Sicilia continuano a lottare contro un nubifragio persistente che ha assunto, secondo gli esperti, caratteristiche secolari. La situazione nell'isola, dove per il terzo giorno consecutivo è rimasta in vigore l'allerta rossa sulle coste orientali e meridionali, sembra avviarsi verso una lenta normalizzazione, pur con un centinaio di persone ancora impossibilitate a rientrare nelle proprie case: alcune di loro, evacuate dalle zone a rischio di Capoterra, altre, famiglie residenti nelle aree rurali montane come Tasonis, nel comune di Sinnai, dove la forza degli elementi ha reso gli abitati temporaneamente inaccessibili o pericolosi. I contatti, in queste ore cruciali, tra la governatrice sarda e il ministro dell'Interno hanno coordinato la macchina dei soccorsi, che finora ha evitato il verificarsi di situazioni critiche di maggiore gravità.

L'eccezionalità dell'evento in Calabria e il lavoro dei vigili del fuoco

Ben diverso, e per molti versi più allarmante, è il quadro che emerge dalla Calabria, martoriata da piogge incessanti che hanno scaricato, in soli quattro giorni, una quantità d'acqua prossima alla metà della precipitazione media annua. L'Arpacal, l'agenzia regionale per la protezione ambientale, parla senza mezzi termini di un "evento pluviometrico di eccezionale estensione e persistenza", sottolineando come i campi di precipitazione, continui e ostinatamente stazionari, abbiano insistito per più giorni sulle stesse aree, saturando i terreni e mettendo a dura prova l'intero sistema idrogeologico. La risposta operativa a questa emergenza, che si estende anche alla Sicilia, è stata massiccia: i vigili del fuoco, in sole 72 ore, hanno effettuato oltre 1.650 interventi, concentrandone più di un migliaio nella sola isola maggiore, dove il dispositivo di soccorso è stato potenziato raddoppiando il personale in turno per far fronte alle migliaia di chiamate di aiuto.

Le criticità operative e i disagi per la popolazione

Le conseguenze pratiche di questa ondata di maltempo si fanno sentire pesantemente sulla vita quotidiana delle popolazioni colpite. In Calabria, in particolare, i diffusi guasti alle linee elettriche causati dal maltempo hanno provocato una serie di criticità operative agli impianti di approvvigionamento e potabilizzazione idrica, gestiti da Sorical. La società ha segnalato, nella giornata odierna, fermi e riduzioni della produzione su diversi acquedotti regionali, con la conseguente sospensione dell'erogazione dell'acqua in molti comuni, tra cui il capoluogo Cosenza e un ampio numero di centri della sua provincia. Una carenza che si aggiunge ai disagi per le strade interrotte, per le frane e per gli allagamenti che stanno tenendo in apprensione interi territori.

Bilancio in divenire e coordinate istituzionali

La progressione dell'evento atmosferico, che ha colpito con tempistiche e intensità diverse le regioni del Sud e le isole maggiori, non permette ancora un bilancio definitivo, sebbene l'assenza di situazioni critiche in Sardegna sia un dato confortante nel contesto di un'emergenza complessa. L'attenzione resta ora focalizzata sulla capacità di risposta della rete infrastrutturale, già fortemente provata, e sul ripristino dei servizi essenziali alla popolazione, in un'opera di riorganizzazione che vede impegnati a diversi livelli le amministrazioni locali e le strutture nazionali di protezione civile, le quali continuano a monitorare l'evolversi di un fenomeno la cui portata, soprattutto in Calabria, è destinata a lasciare il segno.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.