Misteri nelle acque del nord Europa: sabotaggi e tensioni economiche
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Redazione Esteri
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Le acque del Mar Baltico sono agitate. Il sabotaggio del Nord Stream, avvenuto poco più di un anno fa, è l'episodio che lo dimostra. Nonostante ancora oggi non sia stata fatta chiarezza su che cosa accadde di preciso il 26 settembre di un anno fa, le acque del nord Europa sono diventate teatro di nuovi misteri.
Il primo tra questi risale a circa una settimana fa, quando il 10 di ottobre il gasdotto Baltic Connector che collega la Finlandia con l'Estonia è stato danneggiato. Le conseguenze economiche dell’ennesima crisi israelo-palestinese sono ogni giorno più pesanti. Il prezzo del gas ieri sera è schizzato in chiusura al famigerato Ttf di Amsterdam: il future scadenza novembre ha segnato un +15%, arrivando a 53 euro al megawattora. La crescita cumulata nell’ultima settimana è di circa il 40 per cento.
Oltre all’aumento del prezzo del petrolio anche sulle nuove tensioni in Medio Oriente, gli operatori attribuiscono il fortissimo aumento ai nuovi scioperi nel settore in Australia e alla perdita a forte sospetto di sabotaggio al gasdotto sottomarino che collega la Finlandia e l’Estonia.
Il presidente russo Vladimir Putin ha definito "una fesseria" ipotizzare che possa esserci Mosca dietro i danni al gasdotto che collega Estonia e Finlandia denunciati nei giorni scorsi.




