Rasmus Hojlund, la rinascita a Napoli dopo il logorio di Manchester: “Qui ho ritrovato la gioia”
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Redazione Sport
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Il ritiro della nazionale danese è diventato, in queste ore, la cassa di risonanza di un’intervista che restituisce il ritratto di un calciatore rinato. Rasmus Hojlund, attaccante del Napoli e della Danimarca, ha concesso un’ampia confessione a TV2, l’emittente di Stato danese, mettendo nero su bianco il profondo solco lasciato dall’esperienza al Manchester United e la successiva rigenerazione avvenuta sotto il Vesuvio. Il 23enne centravanti, infatti, ha parlato senza filtri di un periodo buio in Inghilterra, dove il peso di un cartellino da 80 milioni di euro (circa 72 milioni di sterline, tra base e bonus) pagato all’Atalanta nel 2023 si era trasformato in un macigno. “Se guardiamo agli ultimi periodi a Manchester, non ho giocato bene. Ne sono consapevole, ma ora molte cose sono cambiate. Sono cresciuto molto”, ha dichiarato Hojlund, aggiungendo un dettaglio rivelatore sul clima che si era creato intorno alla sua figura anche nella sua terra d’origine: “Dicevano addirittura che fossi finito, anche in Danimarca. Ma io non ho mai mollato”.
Quella sensazione di stallo, che rischiava di compromettere una carriera iniziata con grandi aspettative, si è dissolta con l’approdo in Campania. L’estate scorsa, quando il Manchester United decise di privarsi del danese per cederlo in prestito, il Napoli si mosse con una determinazione che alla fine ha pagato. Non fu solo una scelta di mercato, ma un vero e proprio corteggiamento che portò Hojlund a preferire gli azzurri rispetto al Milan, l’altro club italiano che in quella finestra di trattative estive aveva sondato a lungo il terreno per il giocatore. Il 20 agosto, mentre il Diavolo tentennava sulla formula e sull’obbligo di riscatto, il ds Giovanni Manna chiudeva l’affare per circa 6 milioni di prestito e 44 di riscatto (obbligatorio in caso di qualificazione alla Champions), soffiando così l’erede designato di Olivier Giroud ai rossoneri. “A Napoli ho ritrovato la gioia di giocare a calcio. Sembrava che tutto fosse finito, ma io non ho mai mollato e ci ho sempre creduto”, ha ribadito Hojlund, sottolineando come la fiducia ricevuta dall’ambiente partenopeo abbia cancellato quell’opacità che lo aveva “posseduto” a Manchester.
Il peso degli 80 milioni e il riscatto sportivo
Numeri alla mano, la stagione di Hojlund in azzurro rappresenta finora una rivincita statistica e caratteriale. Allo United, nonostante i 26 gol complessivi in 95 partite, la costante pressione mediatica legata all’investimento economico ne aveva frenato la crescita, impedendogli di esprimere quella continuità mostrata invece al Maradona. In questa stagione, il danese ha già messo a segno 13 reti e 2 assist tra Serie A e Champions League, diventando un perno dell’attacco di Antonio Conte e dimostrando di aver assimilato le sollecitazioni tattiche del tecnico leccese. La sua rinascita è evidente non solo nei numeri, ma anche nella gestione della fatica e nella consapevolezza dei propri mezzi. “Non puoi essere sempre al massimo – ha ammesso ai microfoni danesi – so bene che devo ancora lavorare e migliorare molto. Sono molto autocritico su questo. Ora in Danimarca dicono che sono di nuovo al centro del progetto perché sto lavorando e segnando molto di più”.
Il percorso di rigenerazione passa anche attraverso la scommessa vinta dal club di Aurelio De Laurentiis, che ha creduto nel recupero del giocatore in un momento in cui il valore di mercato rischiava di crollare. L’operazione, che prevede il riscatto automatico in caso di aggancio alla prossima Champions League, si candida a essere uno degli affari più riusciti dell’ultima sessione di calciomercato. La sensazione che traspare dalle parole del diretto interessato è quella di un ambiente che ha saputo assorbire la pressione per trasformarla in stimolo. Hojlund, d’altronde, non ha mai nascosto il suo affetto per la Serie A – dove già si era messo in luce con l’Atalanta – e il ritorno nel campionato italiano gli ha restituito quella serenità che a Old Trafford sembrava perduta.
La sfida di Pasquetta e il duello mancato con il Milan
L’attuale momento di forma del calciatore arriva proprio alla vigilia di un appuntamento che aggiunge ulteriore fascino alla sua rinascita. Il Napoli si prepara ad affrontare il Milan nel lunch match di Pasquetta, una sfida che per Hojlund assume i contorni di un derby personale mancato. Il danese, dopo aver scelto Napoli proprio mentre il Milan temporeggiava, si ritroverà di fronte a una squadra che lo aveva corteggiato a lungo e che oggi, forse, ne rimpiange la potenza fisica e l’incisività. Dall’altra parte, i rossoneri si presenteranno al Maradona con un reparto offensivo ancora alla ricerca di certezze, con Christo Nkunku – il sostituto designato – in un momento di appannamento e Niklas Füllkrug in difficoltà. In questo contesto, la condizione ideale per il Napoli sembra essere quella di poter contare su un attaccante finalmente libero dai fantasmi del passato.
Con la sosta per le nazionali in corso, il pensiero di Hojlund è ora concentrato sugli impegni con la Danimarca e sulla rincorsa a un posto nella prossima Champions League. Il suo futuro, però, sembra già scritto. Le clausole contrattuali che legano il giocatore al club partenopeo rendono ormai scontato il proseguimento del rapporto, anche in virtù della qualificazione europea che appare a portata di mano. “Ora in Danimarca dicono che sono di nuovo al centro del progetto”, ha concluso Hojlund, fotografando un presente fatto di gol, fiducia ritrovata e una serenità che, dopo le notti difficili di Manchester, rappresenta il valore aggiunto più grande.




