Il petrolio scende con il cessate il fuoco a Gaza, Borse in difficoltà

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   I prezzi del petrolio greggio hanno registrato un marcato calo, scendendo di circa il due percento e toccando i livelli più bassi da maggio, in seguito all’accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Questo sviluppo diplomatico, che prevede la prima fase di un piano per porre fine al conflitto, ha infatti attenuato le preoccupazioni degli investitori circa i rischi geopolitici in Medio Oriente, riducendo quel premio al rialzo che era stato inCorporato nei listini a causa delle possibili interruzioni nell’approvvigionamento energetico. Il West Texas Intermediate, uno degli indicatori di riferimento, ha perso oltre due punti percentuali, scendendo fino a sfiorare la soglia dei 59,90 dollari al barile, mentre il Brent ha seguito un andamento analogo, cedendo circa un punto percentuale e attestandosi poco al di sopra dei 64,50 dollari.

Le ripercussioni sui listini europei

Le Borse europee, nel complesso, hanno mostrato un andamento negativo, risentendo della chiusura in ribasso dei mercati asiatici e nonostante alcuni segnali positivi provenienti da New York. Piazza Affari, in particolare, si è distinta per le performance peggiori, con un indice che segnava un calo dello 0,41 percento, mentre le piazze di Francoforte, Parigi e Londra registravano flessioni più moderate, comprese tra lo 0,10 e lo 0,30 percento. Tra i settori più colpiti, che hanno risentito dell’allentamento delle tensioni internazionali, vi è stato quello della difesa, per il quale si prospetta un possibile rallentamento nei piani di investimento in armamenti. A Milano, il titolo Leonardo è stato il fanalino di coda del listino principale, subendo una discesa che superava abbondantemente il quattro percento.

L’oro frena la sua corsa record

Anche il mercato dell’oro, dopo una serie di guadagni consecutivi che lo avevano portato a sfiorare un nuovo massimo storico, ha mostrato segni di stabilizzazione, interrompendo la sua rally. Il metallo giallo, che nei giorni scorsi aveva toccato quotazioni prossime ai 4.060 dollari, ha infatti arrestato la sua corsa in seguito all’annuncio del cessate il fuoco, per poi scambiarsi in un leggero rialzo durante la sessione europea di venerdì, attestandosi poco sotto i 3.995,00 dollari. Questo asset, considerato tradizionalmente un rifugio nei periodi di incertezza, ha visto quindi ridimensionarsi la sua attrattività man mano che il panorama geopolitico appariva meno turbolento.

Il ritorno della stabilità nei mercati energetici

La discesa del greggio, che segue un altro ribasso significativo registrato nella seduta precedente, riflette dunque un ridimensionamento generalizzato della paura tra gli operatori finanziari. La minaccia di uno shock sull’offerta, che per mesi aveva tenuto i prezzi sostenuti nonostante le dinamiche di domanda, si è allontanata, permettendo al mercato di ritrovare una certa stabilità. Se ne vedono gli effetti non solo sul petrolio, ma anche su altri asset sensibili alle tensioni internazionali, i quali stanno progressivamente smaltendo la componente speculativa che li aveva spinti verso l’alto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.