Eutanasia, primo sì alla legge in Gran Bretagna

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Camera dei comuni britannica ha approvato in prima lettura, con 330 voti favorevoli e 275 contrari, la legge sull'eutanasia per adulti gravemente malati in fase terminale, con una aspettativa di vita non superiore ai sei mesi. La normativa, che riguarda esclusivamente Inghilterra e Galles, rappresenta un passo significativo verso la regolamentazione del fine vita assistito. I deputati sono stati chiamati a votare secondo coscienza, senza seguire la linea del partito di appartenenza, evidenziando la delicatezza e la complessità del tema trattato.

Il disegno di legge, denominato "Terminally Ill Adults (End of Life) Bill", ha superato la seconda lettura, fase cruciale che prelude al prosieguo delle discussioni e degli emendamenti. Questo risultato, ottenuto con una maggioranza di 55 voti, segna una svolta rispetto al 2015, quando una proposta simile era stata massicciamente respinta durante l'era Tory. La nuova legge, se approvata definitivamente, rivoluzionerà il rapporto tra Stato e cittadini riguardo alla morte, introducendo un quadro normativo che consente agli adulti gravemente malati di scegliere il proprio destino.

Il caso di Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, ha avuto un impatto significativo sul dibattito pubblico. Antoniani, divenuto cieco e tetraplegico a seguito di un incidente a Milano, scelse di morire in Svizzera con il suicidio assistito il 27 febbraio 2017. Accompagnato dal radicale Marco Cappato, esponente dell'associazione "Luca Coscioni", Antoniani trovò nella legislazione svizzera una via per porre fine alle sue sofferenze. Cappato, che si autodenunciò il giorno successivo, fu processato per aiuto al suicidio e successivamente assolto.

La legge britannica, sebbene ancora in fase di discussione, ha già suscitato un acceso dibattito tra sostenitori e oppositori. I primi vedono nella normativa un atto di compassione e rispetto per la dignità umana, mentre i secondi temono possibili abusi e una deriva etica

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.