Sciopero generale il 30 ottobre: cortei in 41 città, a rischio trasporti e sanità
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Redazione Interno
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Venerdì 30 ottobre l'Italia si prepara a una giornata di protesta con lo sciopero generale proclamato dall'Unione sindacale di base, che coinvolgerà le categorie del lavoro pubblico e privato e porterà in piazza manifestazioni in 41 città. A rischio sono in particolare i trasporti e la sanità, ma l'astensione dal lavoro riguarda anche la scuola e i servizi portuali.
Le ragioni della protesta e le sigle coinvolte
L'Usb motiva la mobilitazione «contro l'economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per i loro diritti». Accanto al sindacato di base scendono in campo Adl-Cobas, Clap e Unicobas, con lo slogan «Abbassate le armi, alzate i salari. Blocchiamo tutto!». Alla mobilitazione contro il riarmo e il carovita sono attesi lavoratori, pensionati, studenti, movimenti per la casa e realtà pro-Pal.
Roma e Brescia: orari e punti di ritrovo
Nella capitale l'appuntamento dell'Usb è alle 10.30 in piazza della Repubblica, per quella che viene indicata come probabilmente la manifestazione nazionale più importante della giornata. Il percorso del corteo non è ancora definito: il tragitto dovrebbe essere fissato dopo un confronto con la Questura, che servirà anche a stimare il numero dei partecipanti. Alle riunioni tecniche si guarda anche per la presenza di studenti, movimenti e sigle pro Palestina.
A Brescia l'attenzione delle forze dell'ordine si concentra sulla manifestazione del mattino, con ritrovo alle 9 alla fermata della metropolitana San Faustino. Al corteo parteciperanno anche gli studenti, e la città è in allerta per l'ordine pubblico: lo sciopero dei sindacati di base è considerato il nuovo banco di prova su questo fronte, mentre sono a rischio i servizi di scuola, autobus e sanità.
Lo sciopero dei Cobas nella scuola
La Confederazione Cobas, insieme ad Adl, Clap e Sial, ha proclamato uno sciopero generale per l'intera giornata in tutti i settori pubblici e privati, con l'eccezione dei trasporti. Docenti e personale Ata dei Cobas Scuola manifestano a Roma in piazza dei Cinquecento, sempre alle 10.30, con una piattaforma di richieste precise. La prima è un aumento di 300 euro netti al mese nella terza tranche salariale del contratto, che deve scattare il 1 gennaio 2027, come recupero parziale dell'inflazione dell'ultimo decennio e dei rincari energetici dei mesi scorsi.
Sul piano normativo i Cobas chiedono la cancellazione della riforma dei Tecnici, che secondo il sindacato taglierebbe ore di lezione, materie e migliaia di posti di lavoro, e il mantenimento dell'attuale tempo scuola. Seguono il ruolo unico con parità salariale e normativa per i docenti di ogni ordine e grado, i buoni pasto per il personale Ata e lo stop all'Autonomia differenziata, giudicata una minaccia per l'unità della scuola. Chiedono infine più investimenti nella scuola pubblica e meno spesa militare.
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