Mamma e bimbo di un anno trovati morti nel laghetto, l’ipotesi è omicidio-suicidio
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Redazione Interno
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Il primo pomeriggio di sabato 28 marzo, un passante si è trovato davanti a una scena che non avrebbe mai voluto vedere. In via Perarolo a Castelguglielmo, piccolo comune in provincia di Rovigo, ha notato qualcosa di strano: un passeggino abbandonato in una posizione insolita lungo una strada secondaria, e poco distante, due corpi che galleggiavano sulle acque scure di un bacino di laminazione. Quel bacino, una vasca artificiale usata per regolare il flusso delle acque piovane a cavallo tra Canda e Castelguglielmo, è diventato teatro di una tragedia che la procura sta ora cercando di ricostruire nei suoi risvolti più drammatici.
I soccorsi e il recupero dei corpi
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco della squadra di Rovigo, subito supportati dai sommozzatori arrivati con l’elicottero del reparto volo di Bologna. Il recupero dei due corpi senza vita – una donna di 39 anni e suo figlio di poco più di un anno – è stato rapido, ma i soccorritori hanno subito notato dettagli che facevano pensare a un gesto volontario. Un paio di scarpine, tolte con cura e lasciate sull’erba accanto al passeggino, raccontavano da sole una sequenza agghiacciante: qualcuno aveva preparato il bambino prima di entrare in acqua.
La dinamica: ingresso forzato e taglio della rete
Secondo le prime ricostruzioni, riportate dal Corriere della Sera, la donna avrebbe lasciato il passeggino fuori dall’area transennata che delimita il bacino. Poi, per accedere alla vasca, avrebbe forzato l’ingresso tagliando la rete di recinzione – un dettaglio che gli investigatori considerano cruciale per escludere un incidente. Una volta dentro, con il figlio tra le braccia, si sarebbe immersa nelle acque del laghetto artificiale. Non ci sono testimoni diretti del momento dell’annegamento, ma il quadro indiziario spinge gli inquirenti verso una sola direzione.
L’inchiesta e l’ipotesi principale
La procura di Rovigo ha aperto un fascicolo per omicidio, al momento a carico di ignoti, come prevede la prassi in attesa dell’autopsia fissata per i prossimi giorni. Nessuna pista viene esclusa ufficialmente, ma quella dell’omicidio-suicidio è considerata la più attendibile. La donna avrebbe portato con sé il figlioletto dentro l’area recintata senza alcun segno di colluttazione o di intervento esterno. Il bambino, di meno di un anno, non avrebbe potuto opporre resistenza né raggiungere l’acqua da solo. Gli accertamenti disposti dal pm mirano ora a stabilire con certezza le cause del decesso e a verificare eventuali condizioni pregresse della madre, senza le quali – è bene sottolinearlo – non si può parlare di movente né formulare ipotesi alternative.




