Los Angeles, la protesta contro l’Ice vista dall’alto: le immagini del corteo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le strade di Los Angeles, sabato sera, si sono riempite di una folla determinata, una di quelle centinaia di manifestazioni che, in un crescendo di adesioni, hanno attraversato città e paesi di tutto il Paese nel fine settimana. L’obiettivo della protesta, come è accaduto altrove, sono state le retate e i metodi dell’Ice, l’agenzia federale per l’immigrazione e le dogane, la cui azione è stata fortemente rinvigorita sotto la presidenza di Donald Trump. Le immagini riprese da un drone, che mostrano il serpeggiare compatto dei dimostranti tra i grattacieli illuminati, restituiscono la dimensione di un malcontento che non accenna a placarsi, anzi trova nuovi motivi per espandersi dopo gli eventi drammatici di Minneapolis.

Il caso che ha fatto esplodere la rabbia

A innescare questa nuova ondata di indignazione, infatti, è stato l’episodio mortale di mercoledì scorso a Minneapolis, dove un agente dell’Ice ha ucciso con colpi d’arma da fuoco Renee Good, una 37enne alla guida della propria auto. Le autorità federali sostengono che la donna avesse investito l’agente, una versione dei fatti che i manifestanti contestano con veemenza, trasformando il nome della vittima in un grido di battaglia. Quel che è certo è che l’uccisione ha agito da detonatore, concentrando una rabbia diffusa verso quelle pratiche operative, ritenute troppo aggressive, che caratterizzano l’azione dell’agenzia nel contrasto all’immigrazione irregolare.

Uno slogan che unisce il Paese

Da quella rabbia è nato uno slogan, “Ice, Out for Good”, che gioca volutamente sul cognome della donna uccisa e che è diventato il filo conduttore di una mobilitazione nazionale senza precedenti. Gli organizzatori hanno annunciato oltre mille eventi di protesta pianificati da costa a costa, un dato che illustra la capacità di coagulo del movimento. A Minneapolis, nello specifico, decine di migliaia di persone hanno marciato ricordando Renee Good, in un corteo che ha simbolicamente dato il via a una settimana di forte tensione civile. Lo stesso clima, carico di tensione e di richieste di giustizia, si è replicato in altre grandi metropoli, da New York a Boston, dove la gente è scesa in piazza in numero consistente.

Le proteste e il contesto politico

Queste manifestazioni, per quanto pacifiche nella loro espressione pubblica, pongono una luce cruda sulle profonde divisioni che attraversano la società statunitense in materia di immigrazione e sull’uso della forza da parte delle autorità. L’amministrazione Trump, che ha fatto del controllo dei confini e delle espulsioni un pilastro della sua politica, si trova ora a dover fronteggiare una reazione organizzata e capillare, la cui portata è testimoniata proprio dal numero elevatissimo di adesioni. Le inchieste giudiziarie sull’accaduto a Minneapolis, che dovranno accertare le dinamiche precise dello scontro, procedono in un clima di attesa e di forte pressione pubblica, mentre le proteste continuano a chiedere un ripensamento radicale del ruolo e delle modalità d’intervento dell’Ice.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.