Principio di incendio su un aereo easyJet a Malpensa: evacuati 146 passeggeri, scalo riaperto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Un principio di incendio a bordo di un aereo in fase di rullaggio ha paralizzato nel tardo pomeriggio di giovedì l'aeroporto di Milano Malpensa. Protagonista suo malgrado un Airbus A320-214 della easyJet, registrato OE-IVS, che alle 17:31 si trovava sulla taxiway centrale in direzione della pista 35L quando dal bagaglio a mano di un passeggero ha cominciato a uscire del fumo. La causa, secondo le prime ricostruzioni diffuse dagli inquirenti, sarebbe il corto circuito di un power bank, uno di quei caricabatterie portatili ormai diffusissimi tra i viaggiatori.
Il volo, in partenza per Praga con il numero U23905, aveva 146 persone a bordo tra passeggeri ed equipaggio.
L'evacuazione e il mayday del comandante
Quando l'interno della cabina è stato invaso dal fumo, il comandante ha dichiarato il mayday, attivando immediatamente le procedure di emergenza previste in questi casi. Gli scivoli laterali si sono aperti e tutti i passeggeri sono stati fatti scendere rapidamente sul raccordo aeroportuale. Le operazioni di abbandono dell'aeromobile, concitate per ovvie ragioni, hanno provocato due contusioni lievi: si tratta degli unici due feriti registrati, entrambi medicati sul posto. Nessuno, stando alle informazioni diffuse dalle autorità aeroportuali, ha riportato conseguenze gravi.
I vigili del fuoco, la cui stazione si trova proprio a ridosso del punto in cui il velivolo si è fermato, sono intervenuti in pochi istanti, mentre il personale di terra si adoperava per mettere in sicurezza l'area circostante.
La chiusura temporanea dello scalo e la ripresa dei voli
Per consentire le operazioni di soccorso e le verifiche tecniche sull'aeromobile, l'aeroporto è stato chiuso al traffico in via precauzionale. Decolli e atterraggi sono rimasti sospesi per circa un'ora, con numerosi voli in arrivo dirottati su altri scali. Alle 18:30 è stata riaperta la pista 35L, la prima a tornare agibile; la 35R, invece, è rimasta inutilizzabile fino alle 19:30, il tempo necessario per spostare il velivolo e completare i controlli sull'asfalto. Malpensa è poi tornata alla piena operatività.
Sul caso sono in corso accertamenti per chiarire l'esatta dinamica dell'episodio e verificare le condizioni del dispositivo che ha innescato l'emergenza.
Il rischio delle batterie al litio e le regole in vigore
L'incidente riporta l'attenzione su un tema che da mesi tiene banco nel settore dell'aviazione civile: la sicurezza dei power bank e, più in generale, delle batterie agli ioni di litio trasportate a bordo. Il fenomeno alla base di questi episodi si chiama fuga termica, un processo autoaccelerante in cui la temperatura della batteria sale in modo incontrollabile, con rischio di incendio, esplosione e rilascio di gas tossici.
Le norme europee, stabilite sulla base delle linee guida EASA e ICAO e recepite in Italia dall'ENAC, prevedono che i power bank viaggino esclusivamente nel bagaglio a mano e mai in stiva, con limiti di capacità ben precisi: fino a 100 Wh senza autorizzazione, tra 100 e 160 Wh solo con il via libera della compagnia, oltre quella soglia il trasporto è vietato. Diverse compagnie aeree hanno introdotto restrizioni ulteriori, arrivando a vietare l'utilizzo dei dispositivi durante il volo e a imporne la conservazione sotto il sedile anteriore o addosso al passeggero, mai nelle cappelliere superiori.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
