Biden, Netanyahu e la crisi in Medio Oriente
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Redazione Esteri
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Joe Biden, presidente degli Stati Uniti e noto amico di Israele, ha recentemente criticato lo stato ebraico per i suoi "bombardamenti indiscriminati" a Gaza. Questa dichiarazione è arrivata lo stesso giorno in cui l'Assemblea generale dell'Onu ha votato a larga maggioranza per un cessate il fuoco umanitario immediato a Gaza.
Nonostante la richiesta dell'Onu, sostenuta da 153 voti a favore, 10 contrari e 23 astenuti (tra cui l'Italia), Israele e gli Stati Uniti hanno resistito con i loro "no". Tuttavia, il loro isolamento nella comunità internazionale continua ad aumentare.
Biden ha accusato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di non volere una soluzione a due stati e ha invocato un "cambiamento". La questione ora non è più se la carriera politica di Netanyahu sta volgendo al termine, ma quando ciò avverrà. Dopo le ultime dichiarazioni di Biden, sembra che questo momento sia più vicino. A meno di una miracolosa conversione, le posizioni di Netanyahu, al minimo storico della sua popolarità interna, sembrano inconciliabili con quelle del grande alleato americano, fondamentale per Israele sia sul piano militare che su quello della diplomazia internazionale.




