Carburanti, la benzina resta sopra i 2 euro al litro: i prezzi medi del Mimit
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Redazione Economia
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Lunedì 19 ottobre 2026 gli automobilisti italiani si trovano davanti a un listino dei carburanti che non concede tregua. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla base delle rilevazioni dell'Osservatorio sui prezzi dei carburanti, il prezzo medio in modalità self service sulla rete stradale nazionale si attesta a 2,029 euro al litro per la benzina e a 2,257 euro al litro per il gasolio.
Si tratta di valori sostanzialmente invariati rispetto alla rilevazione precedente, con la verde che rimane saldamente oltre la soglia psicologica dei due euro e il diesel che conferma un differenziale di oltre venti centesimi rispetto alla benzina.
Il divario tra rete ordinaria e autostrade
Chi si trova a percorrere la rete autostradale deve fare i conti con prezzi ancora più elevati. Il prezzo medio self service in autostrada è pari a 2,048 euro al litro per la benzina e a 2,297 euro al litro per il gasolio. Rispetto alla giornata precedente si registra un arretramento di un solo millesimo su entrambi i prodotti, un movimento definito minimo dagli osservatori e che non modifica la sostanza di un quadro caratterizzato da una sostanziale stabilità.
La distinzione tra rete ordinaria e autostrade assume un peso concreto per le famiglie, perché a parità di modalità di rifornimento le stazioni autostradali applicano storicamente tariffe più alte, e per il comparto della logistica, dove il gasolio rappresenta una voce di costo rilevante per il trasporto su gomma.
Le quotazioni internazionali e il contesto del mercato
Il quadro dei prezzi alla pompa si inserisce in una fase di tensione sui mercati internazionali dell'energia. Nella settimana che ha preceduto la rilevazione del Mimit, il Brent ha superato quota 109 dollari al barile, spinto dalle preoccupazioni per la sicurezza degli approvvigionamenti in Medio Oriente e dalle incertezze legate al conflitto tra Russia e Ucraina.
Le quotazioni dei prodotti raffinati hanno però mostrato un andamento parzialmente divergente: dal giorno dell'introduzione del tetto ai prezzi da parte di Eni, avvenuta il 28 settembre, sui mercati internazionali la benzina ha perso quasi otto centesimi al litro, mentre il gasolio è sceso di circa un centesimo. Questa dinamica contribuisce a spiegare la relativa stabilità dei listini italiani, nonostante il costo della materia prima resti elevato.
Le medie per modalità di vendita e per marchio
Osservando il dettaglio elaborato dalla Staffetta Quotidiana sui dati comunicati dai circa 22 mila punti vendita che alimentano l'Osservatorio, emergono differenze significative tra le diverse formule di rifornimento. Considerando insieme rete stradale e autostradale, la benzina in modalità self service si attesta in media a 2,014 euro al litro, con le compagnie a 2,001 euro e le pompe bianche a 2,081 euro; il diesel self service viaggia invece a 2,245 euro al litro, con le compagnie a 2,233 euro e le pompe bianche a 2,308 euro.
Chi sceglie il servito paga la benzina 2,155 euro al litro e il gasolio 2,385 euro al litro, con un sovrapprezzo che varia a seconda dell'insegna e della localizzazione della stazione.
Le altre alimentazioni e il confronto con il resto d'Europa
Il listino del Mimit non si limita a benzina e gasolio. Il Gpl viene venduto in media a 0,775 euro al litro sulla rete stradale e a 0,901 euro al litro in autostrada, mentre il metano si attesta rispettivamente a 1,957 euro al chilogrammo e a 1,900 euro al chilogrammo. Il Gas naturale liquefatto, utilizzato soprattutto dal trasporto pesante, viene quotato intorno a 1,937 euro al chilogrammo nella media complessiva dei punti vendita.
Questi valori collocano l'Italia tra i Paesi europei con i prezzi più alti per i carburanti tradizionali, un primato che secondo le associazioni dei consumatori pesa direttamente sul potere d'acquisto delle famiglie e sui costi di produzione delle imprese.
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