Fine febbraio all'insegna degli scioperi: aerei e treni a rischio, cancellato il 55% dei voli Ita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ultima settimana di febbraio si preannuncia complessa per la mobilità nazionale, con una fitta agenda di agitazioni sindacali che metteranno a dura prova la tenuta del sistema dei trasporti, interessando in sequenza prima il comparto aereo e successivamente quello ferroviario. Giovedì 26 febbraio, infatti, è previsto uno sciopero generale del settore aereo della durata di ventiquattr’ore, proclamato da Cub Trasporti, che coinvolgerà non solo il personale navigante e di terra delle principali compagnie, ma anche i lavoratori dell’indotto aeroportuale e dei servizi di handling su tutto il territorio nazionale -4-10. A questa mobilitazione generale si affiancheranno diverse agitazioni di categoria: Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl T.A., Anpac e Anp hanno indetto uno stop di ventiquattr’ore per i dipendenti di ITA Airways e per piloti e assistenti di volo di easyJet, mentre Usb Lavoro Privato ha proclamato astensioni di quattro ore che interesseranno, con modalità e fasce orarie differenziate, il personale di ITA Airways, easyJet e Vueling -7-10.

Il trasporto aereo in tilt: numeri e conseguenze operative

Le ripercussioni sull’operativo sono già state quantificate con precisione da ITA Airways, che, come comunicato ufficialmente, è stata costretta a cancellare circa il 55% dei voli programmati per la giornata di giovedì 26, con inevitabili ricadute – sotto forma di ritardi o ulteriori soppressioni – anche sulle giornate di mercoledì 25 e venerdì 27, a causa dello sfasamento degli equipaggi e della rimodulazione della flotta -2-5-9. La data del 26 febbraio, va ricordato, non è casuale: essa rappresenta il posticipo della mobilitazione originariamente fissata per il 16 febbraio, ma differita in seguito all'intervento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che aveva esercitato il potere di precettazione per evitare che l'astensione coincidesse con lo svolgimento dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, un evento di richiamo internazionale -2-4-7. I sindacati, pur avendo acconsentito allo slittamento, hanno più volte ribadito come le ragioni della protesta affondino le radici in vertenze contrattuali ormai irrisolte da molti mesi, con particolare riferimento al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro e di specifici accordi aziendali, rispetto ai quali le compagnie, a loro dire, non avrebbero mostrato adeguata disponibilità al negoziato -1-8.

La mobilitazione dei binari: treni a rischio tra venerdì e sabato

Appena conclusa la giornata critica per il cielo italiano, l'attenzione si sposterà sulla rete ferroviaria. Dalle 21:00 di venerdì 27 febbraio e fino alle 20:59 di sabato 28 febbraio è stato indetto uno sciopero nazionale di ventiquattr'ore che interesserà il personale di macchina e di bordo del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, coinvolgendo anche i lavoratori di imprese operanti nel settore del trasporto merci su rotaia -3-4. Le adesioni alla protesta, proclamata a livello nazionale da sigle come Sgb, Cub Trasporti e Usb Lavoro Privato, riguarderanno anche i servizi di Trenitalia, Trenitalia Tper, Trenord e, per quanto concerne l'Alta Velocità, i convogli di Italo, con la conseguente possibilità di cancellazioni, limitazioni di percorso e significativi ritardi che potrebbero protrarsi anche oltre l'orario ufficiale di conclusione dell'agitazione, come spesso accade a causa del progressivo rientro del personale in servizio -6-10. Per attenuare i disagi, saranno comunque garantite, secondo la normativa vigente, le fasce di garanzia per il trasporto regionale: nei giorni feriali i treni locali circoleranno dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 18:00 alle 21:00, mentre l'elenco dettagliato dei convogli a lunga percorrenza e ad Alta Velocità assicurati sarà consultabile sui siti internet delle rispettive società ferroviarie -3-10.

Le agitazioni locali: trasporto pubblico e musei coinvolti

Il quadro delle mobilitazioni di fine febbraio, seppur dominato dalle grandi agitazioni nazionali, si arricchisce di alcune note locali che potrebbero creare ulteriori intoppi, soprattutto in specifici contesti urbani. Venerdì 27 febbraio, a Torino, è previsto uno sciopero di quattro ore del personale di Arriva Italia, con possibili ripercussioni sul trasporto pubblico locale dalle 16:00 alle 20:00, mentre a Bari, nella stessa serata, dalle 19:30 alle 23:30, si fermeranno gli operatori di esercizio di Ferrovie Sud Est e dei servizi automobilistici -6-10. Ma le proteste non si limitano alla sola mobilità. Domenica 1 marzo, a Firenze, saranno i lavoratori di Coopculture, addetti alla sorveglianza e alla biglietteria dei musei statali, a incrociare le braccia per un'intera giornata. L'astensione, di rilievo locale, interesserà alcune delle principali istituzioni culturali del capoluogo toscano, come la Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli, con prevedibili code e disagi per i visitatori e i turisti che, in quella domenica, intendano fruire del patrimonio artistico cittadino -4.

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